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Matera, 10 nov – Continuano a emergere truffe e percezioni indebite legate al reddito di cittadinanza di marca 5stelle. Ultimo in ordine di tempo, il caso della provincia di Matera, dove i carabinieri hanno scoperto e denunciato all’autorità giudiziaria ben 31 persone – di cui molti stranieri – che incassavano il sussidio senza averne titolo, avendo cioè entrate finanziarie, possedendo beni immobili ed auto o comunque senza essere dotati dei requisiti necessari alla percezione del reddito mensile destinato a disoccupati o cittadini in gravi difficoltà economiche. La somma sottratta all’Inps ammonta a 184mila euro. L’importo dovrà essere completamente restituito allo Stato. 

I soggetti coinvolti nella truffa sono di nazionalità italiana, marocchina, rumena ed ucraina che redigevano false autocertificazioni relative al possesso del permesso di soggiorno di lunga durata o alla residenza in Italia da almeno 10 anni, così come previsto dalla normativa. Due di questi soggetti sono risultati proprietari di automobili di cilindrata superiore a 1.600 cc. Non solo: ad Irsina i Carabinieri hanno scoperto 3 residenti del posto che percepivano illecitamente il reddito presentando documentazioni false presso la Direzione Provinciale dell’Inps di Matera, nonostante fossero sottoposti a misure cautelari o detentive. Uno di essi era fuggiro in Romania dopo essersi sottratto ad un provvedimento cautelare in carcere perché gravemente indiziato di stupro. I Carabinieri hanno infine denunciato un 45enne di Matera, già noto alle autorità, poiché nella documentazione presentata aveva falsamente dichiarato che la ex moglie faceva ancora parte del nucleo familiare. E’ emerso invece che i due erano separati già da diversi mesi.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

  1. io ho l’invalidità civile ma ho dovuto combattere in tribunale per averla…datemi sotto mano questi individui meschini e vigliacchi e li sbatto con le catene al muro a pane e acqua

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