Roma, 16 feb — Succede, in Italia, che un uomo e una donna abbiano un figlio di cinque anni con una malattia cardiaca congenita. Succede, in Italia, che nonostante la situazione clinica del piccolo sia sotto controllo, si renda necessario un intervento chirurgico. Succede, in Italia, che questa mamma e questo papà acconsentano ad effettuare ogni intervento necessario chiedendo soltanto, per ragioni cliniche – confortati da due esperti di ematologia e cardiologia – e religiose, che per un’eventuale trasfusione venga utilizzato sangue di persone non vaccinate.

Succede, in Italia, che nonostante questa richiesta bonaria e la totale disponibilità a lasciar curare il figlio nel migliore dei modi, un ospedale ritenga di non dover venire incontro a questa mamma e a questo papà ma pensi bene che costoro vadano messi in panchina perché – in quanto pericolosi no vax – non adatti a prendersi cura del figlio.

Chi non si prostra al vaccino è un criminale

Così, previa sospensione della potestà genitoriale, succede, in Italia, che un giudice tutelare nomini un curatore speciale per poter effettuare su un bambino di cinque anni un intervento che la sua mamma e il suo papà avevano già autorizzato. Succede, in Italia, che a dispetto di questa assurdità, questa mamma e questo papà, dopo cinque anni trascorsi ad accudire e curare amorevolmente il figlioletto, siano considerati dei “criminali” da chi plaude all’iniziativa di privare due genitori della potestà su un bimbo di cinque anni gravemente malato. Succede tutto questo, in Italia, perché una mamma e un papà hanno osato non aderire alla sacra religione del vaccino, e chi non si prostra va punito. E la punizione deve essere esemplare.

Da uomo a numero nello spazio di un’iniezione

Tutto questo, in Italia, è possibile perché tanti, troppi hanno acconsentito a diventare un numero, rinunciando ad essere persone e la Repubblica Italiana – quella con la “Costituzione più bella del mondo” – pare averci preso gusto.

Chiunque abbia messo piede in un hub vaccinale lo sa. La sensazione di non essere persone ma numeri, in quei luoghi è più forte che in qualsiasi altro posto: una catena di montaggio in cui tutto quello che conta è inoculare e inoculare in fretta. Fogli da compilare, numero assegnato, un medico che ti pone domande senza neanche guardarti in faccia, tu che attesti di aver ricevuto informazioni mai ricevute e via a farti bucare, sotto la tua responsabilità, con il tuo consenso. Da persona a ennesimo green pass scaricato – a lode e gloria di Roberto Speranza – nel volgere di mezz’ora.

Perché uno Stato che è riuscito a costringere il 90% della sua popolazione a sottoporsi a tutto questo dovrebbe preoccuparsi delle istanze di quella mamma e di quel papà? Perché dovrebbe perdere tempo ad ascoltarli, capirne le ragioni, le perplessità, le paure e magari venire incontro alle loro richieste? Perché dovrebbe trattarli come persone e riconoscerne la dignità e la libertà? La pandemia, in fondo, è servita proprio a questo: a completare una trasformazione già in atto da persone in individui, unità atomiche standardizzate e socializzate al servizio della società.

Quando l’uomo diventa ingranaggio

In un catastrofico sovvertimento dell’ordine naturale, l’uomo non è più il fine della società ma l’ingranaggio di un sistema congegnato per la realizzazione di un non meglio precisato interesse superiore: la persona, le sue libertà, le sue istanze, la sua natura non hanno più alcuna importanza. Chi si ostina a rimanere persona – a preservare la natura propria, diversa da quella di chiunque altro, in funzione della quale esercitare la libertà – rappresenta un problema serissimo, in questo sistema così ben oliato.

Per questo, chi seguita a rivendicare il primato della persona su ogni astratta entità politica, sociale, giuridica, deve essere emarginato, messo all’angolo e, se necessario, punito. Lo stato d’eccezione non ammette eccezioni. E pazienza se, per tenerti in riga, dovrà toglierti il lavoro, la libertà o i figli.

Dalila Di Dio

La tua mail per essere sempre aggiornato

6 Commenti

  1. La “patria potestà” non esiste più da decenni. Si è chiamata per anni potestà genitoriale oggi responsabilità genitoriale.

  2. D’ accordissimo con Carlos! Giustamente un giornalista ricordava come sia assurdo che tolgano il figlio ai genitori quando vi erano 40 volontari non vaccinati e il veleno tossico genico sperimentale non è nemmeno obbligatorio.E obbligatori non lo potrebbero essere comunque sia per la elevata tossicità e mortalita’ ma anche perchè mancano i dati sugli effetti a medio e lungo termine

  3. vi ricordate che in cina uccidevano i bambini se la coppia ne mettteva al mondo più d’uno? ecco…siamo vicini…credo che i genitori agiscano SEMPRE per proteggere i loro piccoli, tranne ovviamnete le devianze psichiche, che purtroppo possono esserci. Ma in questo caso, dati i problemi trombotici che possono innescarsi nel postoperatorio cardiaco, sono convinta che abbiano fatto bene a chiedere sangue “pulito”. Ci ricordiamo, vero, le trasfusioni con sangue infetto da epatite e da HIV…

  4. …uno stato staliniano…quando agli italiani togleranno tutto, anche la casa, come giá hanno accennato, per ” motivi ecologici” , gli italioti staranno in fila per consegnare le chiavi..popolo di “maggioranza” di razza pecora..

Commenta