Roma, 16 feb – Neuralink e le scimmie usate per gli esperimenti. Ma i risultati per l’azienda co-partecipata da Elon Musk non sarebbero lusinghieri, secondo quanto riporta Forbes.

Neuralink e gli esperimenti sulle scimmie

A quanto pare le scimmie utilizzate negli esperimenti di Neuralink sarebbero soggette ad “estreme sofferenze”, e in alcuni casi sarebbero morte. La denuncia viene dal Physicians Committee for Responsible Medicine (PCRM), ovvero un’organizzazione americana no-profit, partecipata da oltre 17mila medici, che ha esposto il problema al Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti. L’accusa è di violazione dell’Animal Welfare Act.

Ma ci sono attacchi anche all’UC Davis, un’università californiana che ha ricevuto quasi un milione e mezzo di dollari proprio dalla Neuralink, e proprio allo scopo di condurre gli esperimenti. Il PCRM pone l’accento sulla questione basandosi su  “quasi 600 pagine di documenti inquietanti rilasciati solo dopo che il comitato dei medici ha intentato una prima causa sui registri pubblici nel 2021. Anche oggi, il comitato dei medici ha intentato una seconda causa sui registri pubblici presso la Corte superiore della contea di Yolo per costringere l’università a pubblicare video e fotografie delle scimmie”. Tra i vari punti critici, anche quello secondo il quale sia Neuralink che l’UC Davis non avrebbero fornito alle scimmie morenti le necessarie cure, ma che anzi abbiano “usato una sostanza non approvata nota come ‘Bioglue’ che non ha offerto cure psicologiche volte al benessere degli animali assegnati all’esperimento, ma ha ucciso le scimmie, distruggendo parti del loro cervello”.

Le scimmie, dei macaco, “si sono rinchiuse da sole e avevano perni d’acciaio avvitati al cranio”, e hanno subito dei traumi facciali, secondo il PCRM. Oltre ciò hanno anche riscontrato “convulsioni a seguito di impianti cerebrali e infezioni ricorrenti nei siti degli impianti”. Senza contare che Neuralink e UC Davis hanno soppresso alcune scimmie proprio a causa del peggioramento del loro stato di salute, e questo prima ancora che venissero utilizzate nell’esperimento. Secondo Jeremy Bechjam, coordinatore della difesa del PCRM, “l’UC Davis potrebbe aver consegnato le sue strutture finanziate con fondi pubblici a un miliardario, ma ciò non significa che possa eludere i requisiti di trasparenza e violare le leggi federali sul benessere degli animali. I documenti rivelano che le scimmie avevano il cervello mutilato in esperimenti scadenti e sono state lasciate soffrire e morire”.

Il passato dell’azienda

La Neuralink ha iniziato la sua attività nell’agosto del 2020, quando un impianto fu piazzato nel cranio di una maialina di nome Gertrude: nel corso di una conferenza stampa dove c’era anche l’animale, Musk e gli scienziati ne hanno trasmesso le sensazioni mentre correva su un tappeto mobile e mentre beveva latte da un biberon. Poi ci fu l’esperimento riguardante un macaco di 9 mesi che giocava a Pong. Elon Musk in questa ultima occasione aveva dichiarato che entro il 2021 la società si sarebbe interessata di impiantare il modulo di Neuralink nel cervello umano. L’obiettivo? Quello di portare benefici a persone affette da gravi malattie. L’idea dell’imprenditore statunitense è che tramite intervento neurologico sia possibile curare molte forme di depressione, oltre che rendere migliore la vita a persone affette da demenza o Alzheimer.

Alberto Celletti

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