Pisa, 14 giu – È caccia al complice a Pisa, dove ieri sera due rapinatori hanno assaltato una gioielleria all’ora di chiusura. Il gioielliere ha sparato per difendere se stesso e la moglie e uno dei due malviventi è rimasto ucciso. L’altro è ancora in fuga e pare sia scappato con un altro complice che forse stava facendo palo fuori dalla gioielleria. Il bandito ucciso è uno straniero di poco più di 30 anni, di cui non sono state rese note le generalità. Dalla carnagione chiara si pensa sia dell’est Europa. Degli altri non si hanno tracce e non si sa chi siano, ma si sa che sono armati. Forse con pistole vere, forse con scacciacani.

Daniele Ferretti, gioielliere 69enne, è stato accompagnato in caserma per essere sentito come persona informata sui fatti. Lui sostiene di aver sparato per difendersi, perché il primo a fare fuoco sarebbe stato il rapinatore.  “Ha esploso tanti colpi, ha mirato verso mia moglie” ha dichiarato Ferretti “Io mi sono solo difeso, ho sparato per salvare la vita mia e di mia moglie. In terra ci sono ancora tanti bossoli”. La dinamica della rapina deve essere ancora accertata nei suoi particolari, ma la versione fornita dal gioielliere, dai primi reperti catalogati dai carabinieri che seguono le indagini, sarebbe confermata.

Non è la prima volta che Ferretti viene preso di mira dai rapinatori. La rapina più recente è avvenuta nel gennaio 2016, quando un ladro armato di pistola si fece consegnare alcuni rotoli di gioielli da una commessa. Più volte assalito e derubato, fu durante una rapina del 1999 che se la vide davvero brutta: due banditi dopo avergli rubato un bottino di circa 80 milioni di lire, gli infersero almeno cinque coltellate. Al viso, al collo, al petto, all’addome e alla schiena. Si salvò per miracolo perché i due rapinatori lo abbandonarono in una pozza di sangue chiuso nel negozio, rendendo impossibili i soccorsi.

Oggi Ferretti, come prevede la prassi, verrà iscritto nel registro degli indagati. Quello che resta da vedere è il tipo di accusa che i magistrati formuleranno nei confronti di Ferretti: si parla di eccesso colposo di legittima difesa o di omicidio preterintenzionale.

 

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4 Commenti

  1. se esiste una vera “resistenza” nel senso genuino della parola (non quello violentato storicamente) è scuramente rappresentata da questi signori che per difendere la propria vita (ossia incolumità fisica e proprio lavoro) abbattono questi veri e propri invasori.

    a proposito, della vita di un straniero venuto qui da noi per attentare alla vita dei miei connazionali non me ne importa un bel nulla nulla,visto che devo parimenti considerare i milioni di Italiani abortiti in questi anni come una conquista nel campo dei diritti civili, anzi mi domando anche come facciano gli iperbuonisti di turno a fare pace logica con questa immane contraddizione.

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