Roma, 14 giu – La polizia francese, più volte ridicolizzata da jihadisti o anche da semplici teppisti di periferia, ha ritrovato il suo coraggio e la sua prontezza di riflessi contro Bastion Social. L’occupazione identitaria di Lione è stata sgomberata ieri, con un imponente dispositivo poliziesco. L’azione è scattata verso le 16. L’intera zona è stata isolata dalle forze dell’ordine, poi hanno cominciato a tagliare la porta di ferro dietro cui erano barricati i militanti con una sega a disco. Erano presenti un centinaio di poliziotti. “La polizia contro i francesi”, scandivano intanto i militanti.

All’interno della struttura, gli agenti hanno trovato nove militanti e hanno sequestrato non armi, ma vestiti e generi alimentari. I quali, ironia della sorte, saranno donati “ad associazioni caritative”, secondo l’assessore alla sicurezza di Lione. In pratica, vestiti e cibo sono stati sequestrati per utilizzarli esattamente per lo scopo a cui erano destinati. Lo sgombero è stato chiesto e ottenuto dal comune di Lione, proprietario dell’immobile. Ma, tanto per cambiare, l’azione della polizia e delle autorità sembra convergente con le richieste dell’antifascismo militante, che già da giorni era sul piede di guerra contro l’occupazione.


Sulla sua pagina ufficiale, Bastion Social comunica, però, che la sconfitta è solo temporanea: “Per un Bastion Social che chiude, cento stanno per aprire! Due ore di intervento poliziesco, dozzine di camion, arieti, seghe a disco… Tutto questo per evacuare la nostra occupazione solidale che offre nuove case ai francesi. Troveremo presto un nuovo alloggio per Denise [una donna francese in stato di emergenza abitativa, ndr] e per tutti i nostri che hanno bisogno!”. In una foto fatta girare sul web, si vedono i militanti del palazzo che brindano con del vino rosso, poco prima di essere sgomberati.

Giuliano Lebelli

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