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Isernia, 24 ott – Associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di dipendenti pubblici o incaricati di un pubblico servizio, estorsione, truffa ai danni dello Stato e Enti Pubblici, frode in pubbliche forniture, abuso d’ufficio, malversazione ai danni dello Stato, emissione ed utilizzo di fatture false’. Questi i reati ipotizzati nell’ambito dell’inchiesta ‘Welcome to Italy’ portata avanti dalla Procura di Cassino con la collaborazione della Guardia di Finanza, su possibili malversazioni nell’ambito dell’accoglienza dei richiedenti asilo, che vedrebbe il coinvolgimento di alcune cooperative sociali operanti nel settore e che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 25 persone, tra imprenditori ed amministratori locali delle province di Frosinone, Caserta ed Isernia.

Il sindaco Di Pilla aderì entusiasticamente al progetto Sprar

Tra gli indagati, anche il sindaco di Sant’Agapito, Giuseppe di Pilla, sottoposto ad obbligo di firma. Il sindaco del piccolo centro in provincia di Isernia si era distinto sin dal 2014, anno dell’inizio dell’operazione ‘Mare Nostrum’ e dello sbarco di decine di migliaia di immigrati sulle coste italiane, per l’entusiastica adesione al progetto Sprar per l’accoglienza integrata dei richiedenti asilo, con l’assegnazione del progetto alla cooperativa ‘La casa di Tom’. Proprio attorno alle modalità dell’assegnazione e del rinnovo del contratto, avvenuto nel 2017, verterebbe il ramo d’indagine che lo riguarderebbe, con sospetti anche di una possibile parentopoli nelle assunzioni. Possibili irregolarità infine risulterebbero anche nella trasmissione e nella conservazione della documentazione contabile relativa al progetto.

Contestato da CasaPound

Nel 2016, nel pieno dell’ondata migratoria, con la provincia di Isernia destinataria di un flusso costante di arrivi, il sindaco di Sant’Agapito, che all’epoca ricopriva la carica di consigliere provinciale nella giunta di centrosinistra guidata da Lorenzo Coia, si rese protagonista di un acceso dibattito con CasaPound Italia, allorché il movimento sovranista contestò la decisione dell’allora presidente Coia, di firmare un protocollo d’intesa per l’impiego dei richiedenti asilo per la manutenzione delle strade, invece di procedere a regolare assunzione di personale per quella mansione.

Di Pilla si schierò all’epoca con il suo presidente, presentando proprio la sua Sant’Agapito quale modello di successo nel campo dell’accoglienza. Negli anni successivi il suo curriculum di ‘ultrà’ dell’accoglienza non ha impedito a Di Pilla di candidarsi alle elezioni regionali molisane del 2018 in una delle liste a sostegno della coalizione di centrodestra, mentre le vicende giudiziarie degli ultimi giorni confermano le critiche mosse ad un meccanismo, quello della gestione dell’accoglienza tramite cooperative, dagli innumerevoli lati opachi a dispetto delle enormi somme di denaro movimentate.

Antonio Lallo

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