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Tra i professionisti iscritti a un albo o a un ordine che sono tenuti a rispettare l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa per la responsabilità civile ci sono anche gli avvocati. È dal mese di novembre del 2017, infatti, che è diventata obbligatoria l’assicurazione professionale per questa categoria. La legge, comunque, lascia la massima libertà di scelta in relazione alla compagnia con la quale sottoscrivere la polizza: questo vuol dire che per Risparmiare sulla Polizza RCP Avvocato si può esplorare il mercato alla ricerca delle soluzioni che si reputano più vantaggiose.

Cosa prevede la legge

Il riferimento normativo in materia è rappresentato dalla legge 247 del 2012, e in particolare dall’articolo 12: questa è la norma in virtù della quale tutti i professionisti sono vincolati a sottoscrivere una polizza assicurativa a copertura degli eventi che potrebbero essere causati dall’attività che svolgono. A supportare la norma generale è il Decreto Ministeriale del 22 settembre del 2016, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 ottobre dello stesso anno, che sancisce quali sono le condizioni minime sul piano assicurativo per gli infortuni e per la responsabilità civile.

A cosa serve questa assicurazione

Lo scopo di tale polizza è quello di coprire i danni che vengono provocati a terzi nel corso dello svolgimento dell’attività professionale sia dal titolare di uno studio legale che da coloro che svolgono mansioni di praticante e di collaboratore. In base alla specifica attività, è possibile prevedere delle coperture ad hoc o ricorrere a garanzie extra con clausole postume e retroattive. Al di là della necessità di rispettare un obbligo di legge, una polizza Rc professionale per avvocati è utile per tutelarsi rispetto ai danni e ai rischi caratteristici della professione forense, tenendo conto anche di attività come la conservazione di titoli, di importi in denaro, di beni o di documenti ricevuti in custodia.

Chi deve pagare la polizza

Nel caso dei dipendenti, dei collaboratori e dei praticanti, l’onere della stipula della polizza infortuni e i costi assicurativi sono a carico del titolare dello studio presso cui tali lavoratori sono impiegati: a chiarirlo è stato direttamente il Consiglio Nazionale Forense, che in questo modo ha risolto un dubbio interpretativo di molti. La polizza è obbligatoria a condizione che non sia già operativa la copertura offerta dall’Inail. Il decreto fiscale 2018 ha sancito che l’assicurazione infortuni non costituisce più un obbligo per gli avvocati: essi, però, sono comunque tenuti a stipularla per i praticanti, per i collaboratori e per i dipendenti.

La copertura contro gli infortuni

A essere preso in considerazione dalla copertura contro gli infortuni non è unicamente il lavoro che viene compiuto all’interno dello studio legale, ma anche tutto quello che può succedere in occasione degli spostamenti. Il 15 giugno del 2018 il Consiglio Nazionale Forense ha espresso un parere ufficiale in cui invita i praticanti a sottoscrivere una tutela assicurativa in proprio, a livello individuale: resta il fatto che si tratti di una scelta facoltativa e non di un obbligo.

Quanto si spende per la polizza Rc professionale

Non è possibile definire a priori i costi della polizza Rc professionale per gli avvocati: al di là delle classiche variabili come le garanzie accessorie e i massimali, infatti, a incidere sulla spesa complessiva è anche il fatturato. In linea di massima si parla di poche centinaia di euro, fermo restando che le polizze in convenzione per gli iscritti alla Cassa Forense offrono agli avvocati la possibilità di approfittare di condizioni molto convenienti. Come si è già accennato, la scelta della polizza è libera e senza vincoli.

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