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Roma, 27 feb – Già da qualche giorno, la sinistra italiana sta tentando di «spingere» sui media la virologa Maria Rita Gismondo, per presentarla un po’ come l’anti-Burioni. L’esperta lavora presso l’Ospedale Sacco di Milano e i suoi interventi sono tutti volti a ridimensionare il panico causato dal contagio del coronavirus, che lei ha più volte dichiarato simile a una normale influenza. L’altro ieri, durante la puntata de L’aria che tira su La7, la Gismondo è stata ancora più chiara: «I morti, a oggi, sarebbero purtroppo morti lo stesso per la loro patologia grave. Certo, il coronavirus gli ha dato una spinta, ma così come avrebbe potuto dargli una spinta un’influenza».

«Nessuno è morto di coronavirus»

Con questa affermazione – innegabilmente forte – la Gismondo non vuole però «sottovalutare il pericolo: è giusto che si crei un cordone di sicurezza, perché [il coronavirus] meno circola, meno anziani e immunodepressi può colpire». Ad ogni modo, incalzata dalla conduttrice Myrta Merlino, la Gismondo ci tiene a ribadire che «in questo momento non abbiamo morti per coronavirus, ma solo concause». «Parlo dei casi che io conosco», aggiunge – bontà sua – la virologa, «non posso conoscere tutti i casi dell’Italia».

La Gismondo attacca gli allarmisti

La Gismondo ribadisce quindi che «dobbiamo dare un messaggio corretto, non abbiamo ancora un vaccino e il nostro obiettivo è limitare nuove infezioni, ma attenzione a non creare panico». A questo proposito la virologa specifica che «il panico nella nazione non è colpa della politica sanitaria, ma è un problema che si è generato prima. Avremmo dovuto spiegare cosa sarebbe arrivato». E ancora: «Il virus sta circolando, oggi fare uno screening a tappeto con tamponi significherebbe trovare migliaia di positivi».

Vittoria Fiore

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