Roma, 4 nov — Avrebbe potuto provocare una strage ma è stato giudicato incapace di intendere e di volere: arriva l’assoluzione per Elsayed Donia, l’egiziano che lo scorso 12 agosto bloccò prima un Frecciarossa in corsa tirando il freno di emergenza, poi, una volta sceso dal convoglio, si affacciò sullo spartitraffico dell’A1 scagliando sassi, grosse pietre e pezzi di segnaletica contro le auto in corsa. Prima che gli agenti riuscissero a bloccarlo con il taser l’immigrato riuscì a danneggiare venti veicoli, provocando il ferimento di 31 persone, tra cui la deputata leghista Claudia Gobbato.

Blocca il Frecciarossa e lancia i sassi dal cavalcavia, egiziano assolto

All’arrivo della polizia l’egiziano aveva dato in escandescenze, minacciando di tagliarsi la gola con un taglierino; a quel punto le forze dell’ordine avevano deciso di fermarlo utilizzando il taser. All’epoca dei fatti venne arrestato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, minacce e detenzione di arma atta a offendere: processato per direttissima dal Tribunale di Lodi, ieri è stato assolto dal giudice.

La decisione arriva in seguito alla perizia psichiatrica depositata mercoledì durante l’udienza. L’egiziano, che con il lancio di sassi avrebbe potuto ammazzare qualcuno, se la caverà con una misura di sicurezza di due anni all’interno una struttura psichiatrica, dove lo sottoporranno ad adeguata terapia farmacologica. Ma siccome per ora non c’è posto, dovrà temporaneamente restare in carcere.

Il solito racconto da “vittima”

Al giudice lo straniero aveva fornito una versione in cui figurava come vittima, e non come potenziale omicida. «Mi hanno rubato il telefono alla stazione di Firenze Santa Maria Novella, mi hanno fatto tante cose brutte», aveva raccontato nel tentativo di giustificare il suo exploit. «Non mi va più questa vita di merda. Poi ho fermato il treno e sono sceso. Mi sono diretto in autostrada, volevo un passaggio, ma nessuno si è fermato. Io volevo solo parlare con qualcuno». Testimonianza stucchevole smentita dai poliziotti, che riferiscono invece di comportamenti minacciosi e violenti, contro sé stesso e contro il prossimo. Tanto da rendere necessario l’immobilizzazione con il taser.

Tra i feriti, come detto, figurava la deputata leghista Claudia Gobbato con la famiglia, che aveva riportato ferite agli occhi causate dalla polvere di vetro del parabrezza, finito in mille pezzi dopo il lancio di un sasso. «Mio figlio di 4 anni ha visto tutto, è sotto shock», aveva denunciato.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Pensate cosa avrebbero deciso se era o fosse stato considerato un cosiddetto “fascista”. Sempre sano di mente e a massima punibilità. La Bilancia nel Cesso, sostanzialmente.

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