Roma, 13 giu – È una fotografia impietosa quella che esce dal bilancio demografico dell’Istat. Sempre meno nati e sempre più stranieri. Una tendenza che dura ormai da anni: è dal 2008 che in Italia si registra un calo delle nascite, ma per il secondo anno consecutivo i dati Istat affermano che in Italia i nati sono meno di mezzo milione. Di questi 69mila sono figli di immigrati, pari al 14,7% dei nuovi nati. Qualcuno esulta, inneggiando alla multiculturalità.

Se si osserva lo scarto dato dal rapporto tra numero di morti e numero di nati, si noterà che il popolo italiano cresce solo grazie agli stranieri. I morti sono sempre molti, 615mila, ma in leggero calo rispetto all’annus horribilis 2015, quando si era registrato il tasso di mortalità più alto dal 1945.

Altro dato allarmante, che spiega come la sostituzione di popolo sia ormai pienamente in atto, è quello riferito ai residenti. In Italia ci sonno oltre 96mila residenti italiani in meno nel 2016. E gli stranieri rappresentano oltre l’8% della popolazione a livello nazionale. Più o meno funziona che per ogni italiano che se ne va, subito è pronto un immigrato che lo rimpiazzi.

Più nel dettaglio: in Italia risiedono 60.589.445 persone. Gli stranieri sono oltre 5 milioni, con un picco del 10,6% al Centro-Nord. Per la prima volta dagli anni ‘90, inoltre, la componente femminile tra gli stranieri, è in diminuzione. Anche perché sono sempre di più le donne che hanno preso la cittadinanza italiana.

E a proposito di nuovi italiani, nonostante lo ius soli in Italia non sia ancora una realtà, nel 2016 ci sono stati 202mila acquisizioni di cittadinanza. In totale in Italia sono presenti circa 200 nazionalità. Tra questi a diventare nuovi italiani ci sono soprattutto i romeni e gli albanesi, che rappresentano rispettivamente il 23,2% e l’8,9% dei residenti stranieri. Numeri da meticciato, o della grande sostituzione, che parlano da soli.

 

 

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3 Commenti

  1. al di là che in un concetto di “sostituzione etnica” essere sostituiti da un Giapponese piuttosto che da un Nigeriano non ne cambia il senso,da un punto di vista sociale reale assolutamente si.

    e le Arti Marziali non c’entrano.

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