Ravenna, 13 giu – La tomba di Ettore Muti al cimitero monumentale di Ravenna è stata danneggiata da un atto vandalico. Lo rendono noto Mirco Santarelli e Oldo Pasi, referenti dell’Anai (Associazione nazionale arditi d’Italia): “La famglia di Muti sta già provvedendo per vie legali e in attesa di conoscere il vigliacco, rinnoviamo gia da ora la presenza a fine agosto per commemorare il plurimedagliato Ettore Muti”. Il 24 agosto infatti cade l’anniversario della morte dell’aviatore. La tomba del gerarca ed ex segretario del Partito nazionale fascista è oggetto di periodiche commemorazioni, per il maggior scandalo di giornalisti e politici locali che intendono impedirle, malgrado si svolgano sistematicamente senza incidente alcuno.

Proprio a Ravenna, Muti era nato il 22 maggio 1902. La sua vita è stata quella di un vero eroe, con tanto di episodi rocamboleschi degli di un film. A 13 anni non ancora compiuti. Muti fu espulso da tutte le scuole del Regno per aver colpito a pugni un insegnante. A 14 anni fuggì di casa per arruolarsi come volontario nella Prima guerra mondiale, ma fu respinto per via della giovane età. L’anno seguente ritentò e, dopo aver falsificato la sua data di nascita nei documenti, riuscì ad entrare: dapprima nel 6º reggimento di Fanteria della Brigata Aosta, poi negli Arditi.


Dopo aver partecipato all’impresa di Fiume, dove conobbe D’Annunzio, che lo soprannominò “Gim dagli occhi verdi”, per poi aderire al fascismo e diventare squadrista. Scala i gradi della Milizia, poi entra in aeronautica. Partecipa alla guerra d’Etiopia, a quella di Spagna, all’invasione dell’Albania. Tornato dall’Albania, viene nominato da Mussolini, su proposta di Ciano, segretario del Pnf al posto di Achille Starace. Dopo il 25 luglio, in circostanze mai chiarite, Muti viene assassinato dai carabinieri a Fregene. A tutt’oggi Ettore Muti detiene il record mondiale di ore di volo in guerra e quello italiano per le medaglie conquistate in azioni di guerra. E certo non stupisce che, in un’epoca di viltà, persino la sua tomba possa fare paura.

Giuliano Lebelli

Commenti

commenti

4 Commenti

  1. un gigante dell’azione prima che del fascismo!
    nn fosse nato in Italia lo ritrovavi in qualsiasi pagina di storia, pellicola, monumenti…. invece gli han tirato un colpo in testa alle spalle i carabinieri….
    quello di oggi è un gesto degno dei migliori figli o nipoti di chi l’ha assassinato!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here