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TerrorismoMilano, 24 mag – La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha confermato le condanne a sei anni di carcere per terrorismo internazionale per il tunisino Lassaad Briki, 37 anni e per il pakistano Muhammad Waqas, 29 anni. I due jihadisti, arrestati nel luglio 2015, nelle intercettazioni effettuate dalla polizia parlavano di attentati da compiere in Italia. I due potenziali terroristi sarebbero anche gli autori di selfie di propaganda e minacce davanti al Duomo di Milano e al Colosseo di Roma, più volte da loro pubblicati su internet con scritto “siamo nelle vostre strade”.

Secondo Maurizio Romanelli, nel 2015 capo del pool antiterrorismo milanese e oggi al Dna, erano da considerarsi “jihadisti della porta accanto”: addetto alle pulizie in un’azienda il tunisino, e autista in una ditta di distribuzione alimentare il pakistano. Stando però a quanto emerso dalle indagini del pm Enrico Pavone, entrambi erano parte “dell’associazione terroristica più pericolosa e più sanguinaria al mondo” (l’Isis ndr.) e “ancora più pericolosi perché perfettamente integrati”.

Il pakistano arrestato era “ossessionato” dal voler colpire “dei carabinieri” e avrebbe arruolato anche un’altra persona proponendogli di andare nei territori controllati dallo Stato islamico perché “loro ti danno la casa, 500 o 600 euro ma solo perché non sei ancora capace di uccidere”. Oggi in Tribunale i due imputati hanno tentato di difendersi proclamandosi ignari di tutto questo: “non c’entriamo nulla con l’Isis e con il terrorismo”.

Alessandro Della Guglia

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