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Filippine IsisMarawi, 24 mag – La città di Marawi, nel sud delle Fillipine, è ancora sotto attacco del gruppo jihadista Maute, affiliato all’Isis. In città sono in atto da ieri scontri a fuoco tra i terroristi e le forze armate di Manila. Il presidente Duterte ha proclamato la legge marziale per 60 giorni e specificato che nella città del capoluogo della Provincia di Lanao del Sur, nella regione autonoma del Mindanao Musulmano, c’è “una guerra in corso e si combatte in strada”.

E proprio durante l’incontro a Mosca tra il presidente filippino e Vladimir Putin, a Marawi un prete cattolico, tre assistenti e dieci fedeli sono stati presi in ostaggio. Diversi punti strategici della città sono sotto il controllo del gruppo jihadista legato all’Isis, un comandante della polizia sarebbe stato decapitato a circa 70 km da Marawi, uccisi anche due soldati e un altro poliziotto. Poche decine di miliziani affiliati allo Stato islamico stanno tenendo in scacco un’intera città filippina e le zone circostanti, in meno di ventiquattro ore hanno dato alle fiamme una chiesa, un carcere, diversi edifici governativi e le scuole cittadine. Centinaia i detenuti fuggiti dal carcere incendiato, ovunque in città sventolano le bandiere dell’Isis.

Il gruppo Maute ha proclamato l’emirato di Lanao. Molti jihadisti filippini hanno affinato le tecniche di guerriglia nelle città del Medio Oriente e nonostante l’imponente dispiegamento di forze armate governative controllano adesso buona parte della città. Al momento non si hanno notizie di morti tra le fila dei terroristi.

Eugenio Palazzini

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