Roma, 25 ago — «Il professor Montanari oltraggia i Martiri delle foibe». Emanuele Merlino, presidente Comitato 10 Febbraio e Carla Cace, presidente dell’Associazione nazionale dalmata condannano duramente le inaccettabili bordate di Montanari contro il Giorno del Ricordo, bollato sulle pagine del Fatto come «falsificazione storica» messa in atto con la ferma volontà di «riscrivere la storia dalla parte del fascismo». Come se le migliaia di morti infoibati, fatti morire nei campi di concentramento, torturati e stuprati dai partigiani titini fossero un’invenzione.

Le inaccettabili dichiarazioni di Montanari

«Le dichiarazioni del neo rettore dell’Università per stranieri di Siena, relativamente al giorno del Ricordo hanno il sapore amaro del revisionismo della peggiore specie», attaccano Merlino e Cace. «Invece di riflettere sulla strage perpetrata nelle foibe e sull’esodo di 350mila italiani costretti a fuggire da terre di cultura secolare italiana, nel 2021 dobbiamo leggere dichiarazioni di questo tenore, ancora più gravi perché provengono da un docente universitario».

Una chiara volontà di cancellare la storia

Proseguono Merlino e Cace: «La storia è discussione e confronto d’opinioni, ma nelle affermazioni di Montanari non ci sono legittime, anche se magari discutibili, considerazioni storiche, ma è l’ennesima dimostrazione che un mondo politico-culturale che si rifà, fuori tempo massimo, al comunismo totalitario con una chiara volontà di cancellazione della storia». Proprio nei giorni in cui anche il premier sloveno Janez Jansa — di turno alla
presidenza Ue — dichiara «che la violenza titina portò alla morte di 500.000 veri o presunti oppositori, un rappresentante dell’accademia italiana decide, per cecità ideologica, di offendere il ricordo delle vittime e il dolore di chi ha dovuto lasciare le proprie case oppresso da un totalitarismo a cui evidentemente Montanari si sente affine».

Revocare la nomina 

I presidenti delle due associazioni concludono chiedendo «al Presidente del Consiglio Draghi e al Ministro dell’Università Messa, di revocare la nomina del Montanari dall’importante incarico universitario». Impossibile è infatti accettare che le bordate di Montanari «passino sotto silenzio, soprattutto se provengono da chi dovrebbe educare al confronto ma anche
all’onestà intellettuale».

Fa loro eco anche Giampaolo Giannelli, Coordinatore regionale per la Toscana dell’Unione degli Istriani: «Da qualche settimana il nuovo Rettore dell’Università per Stranieri di Siena ritorna a sputare sulle nostre tragedie con una serie di provocazioni che poco si addicono per un professore che svolge un incarico prestigioso come quello di capo di un ateneo. Sono dichiarazioni gravissime, lesive del dolore e della sofferenza di tutte le vittime delle foibe».

Cristina Gauri 

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

  1. L’Università per Stranieri continua la sua storia di conoscenza e di inclusione, a Siena e nel mondo.
    Indovinate chi lo ha detto .

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