Roma, 3 giu – Momenti di tensione nel Mediterraneo. Secondo quanto riportato da Ansa, una motovedetta libica ha aperto il fuoco contro due pescherecci italiani. Il fatto si sarebbe verificato in acque internazionali a nord di Bengasi. Coinvolti i pescherecci “Salvatore Mercurio” e “Luigi Primo”, entrambi partiti da Catania. Non si registrano danni alle imbarcazioni o feriti. Intervenuta anche la Marina Militare italiana, con la fregata Grecale. Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, è stato costantemente tenuto al corrente della situazione.

Che cosa è accaduto

L’episodio si è svolto nella serata di ieri. I due pescherecci sono stati avvicinati da una motovedetta libica, che, secondo il racconto di chi era a bordo del “Salvatore Mercurio”, avrebbe cominciato ad esplodere alcuni colpi di avvertimento in direzione delle navi italiane, senza però provocare danni. I libici contestavano agli italiani di essersi spinti troppo oltre e di aver violato le zone di pesca del paese nordafricano. Accusa che si sarebbe rivelata peraltro falsa.

La richiesta di aiuto

Da bordo dei pescherecci è allora partita la richiesta di intervento, ricevuta dalla fregata della Marina Militare, Grecale. Quest’ultima era impegnata in una serie di attività operative nell’area centromeridionale del Mediterraneo. Mentre si dirigeva verso il punto della crisi, la Grecale ha contattato via radio la motovedetta libica, comunicando che i pescherecci italiani erano fuori dai limiti della Zona di protezione della pesca (Zpp) della Libia e invitandola pertanto a desistere dall’azione in corso.

L’arrivo della Grecale

Una volta raggiunti i due pescherecci, dalla nave Grecale sono saliti a bordo un team di soccorso sanitario, così da accertare le condizioni mediche dei marinai, e uno della Brigata Marina San Marco per garantirne la sicurezza. Nel frattempo la motovedetta libica si era allontanata dall’area. La vicenda si è quindi conclusa con un respiro di sollievo dopo gli attimi di tensione e di insicurezza.

Michele Iozzino

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