Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 25 ott – Manuel Bortuzzo ha fatto oggi una storia Instagram dedicata a Luca Sacchi, il ragazzo che è stato ucciso a Roma ieri con un colpo di pistola alla testa.

“Mai sentito un episodio così vicino a me”

“Nel mio caso la vita è stata bastarda, con te non ha avuto proprio pietà” scrive il nuotatore, che sempre a causa di un un proiettile, sparato da due malviventi per uno scambio di persona, convive oggi con una paralisi delle gambe. E ancora, scrive Bortuzzo su Instagram:  “Non ho mai sentito un episodio così vicino a me”. Manuel ha accompagnato questa frase a una delle foto che sono ormai diventate tristemente note di Sacchi con la ragazza: “Ma se nel mio caso la vita è stata bastarda, con te non ha avuto proprio pietà. Riposa in pace Luca, non ho più parole per descrivere quello che provo in questo momento. Mi stringo forte attorno ai familiari”.

Le parole di papà Bortuzzo

“La verità è che le armi circolano con una facilità impressionante” dichiara Franco Bortuzzo, papà di Manuel. “E’ tutto così brutale. Mi sembrano cose dell’altro mondo, che non riesco a capire. Si spara per nulla. Penso che dipenda dalla cultura e dall’educazione delle persone. Dall’incapacità di tirare su i figli nel modo giusto. Di insegnargli il valore della vita. Anche uno scippo oggi si fa con una pistola. I ragazzi si trasformano in killer. Si spara per nulla. Se avessero altri interessi, se fossero cresciuti con obiettivi tutto sarebbe diverso. E non starebbero a sparare a coetanei. Per me la chiave resta lo sport”.

Il caso Bortuzzo

Ad ottobre i due ragazzi che spararono al nuotatore, Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, sono stati condannati a sedici anni di carcere. Lo ha sentenziato ieri il gup di Roma, riconoscendo la premeditazione ma non l’aggravante degli abietti e futili motivi. “La sentenza non cambia le cose: non mi restituirà certamente le gambe. In questo momento penso esclusivamente a riprendermi, consapevole che la giustizia debba fare il suo corso” dichiarò Manuela alla notizia. “Non mi importa sapere se chi mi ha fatto del male sia punito con 16 o 20 anni di prigione. Nessuna sentenza mi può fare ritornare come prima. So di dovermi confrontare con una realtà diversa, che sto affrontando con positività e determinazione“.

Ilaria Paoletti

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta