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Roma, 7 nov – Nuova stretta in arrivo, dopo il coprifuoco nazionale dalle 22 alle 5 del mattino e il lockdown nelle regioni rosse, ecco che spunta la chiusura anti-movida anche prima delle 21 (come se con tutto chiuso si creassero pericolosi assembramenti). Con l’entrata in vigore del nuovo Dpcm  – chiarisce il Viminale in una circolare inviata ai prefettisarà possibile chiudere strade o piazze a qualsiasi ora. Tale provvedimento avrà la durata minima di 15 giorni, ma non potrà essere superiore al periodo di validità del Dpcm, cioè il 3 dicembre.

Chiusura aree della movida estesa a tutta la giornata

“La possibilità di disporre la chiusura di strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, già precedentemente prevista dopo le ore 21 – si legge nel documento del ministro dell’Interno -, viene espressamente estesa all’intero arco della giornata o comunque a specifiche fasce orarie non predeterminate, sempre fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”.

L’obbligo dell’autocertificazione

“Qualunque sia l’area territoriale di riferimento – si legge nella circolare – l’attuale andamento epidemiologico sollecita i cittadini ad osservare comportamenti responsabili, ispirati al principio di massima cautela, come, peraltro, si rinviene nella forte raccomandazione di limitare gli spostamenti personali nell’area gialla anche nelle fasce orarie della giornata non soggette a restrizioni della mobilità”. “Occorre sempre far uso della autocertificazione riguardo alle cause giustificative dello spostamento, sia che si tratti di spostamenti che avvengano in fasce orarie soggette a limitazioni (area gialla), sia che essi avvengano in territori soggetti a restrizioni alla mobilità per l’intera giornata (area arancione e area rossa), ricorda il Viminale nelle circolare ai prefetti, spiegando che il “modulo pubblicato in occasione del precedente Dpcm” del 24 ottobre “potrà continuare ad essere utilizzato”.

Così nessuno esce di casa anche se non c’è (ancora) il lockdown

Il documento si chiude sottolineando l’importanza dei controlli in base ai divieti relativi alle tre zone di rischio. Controlli che devono essere commisurati alle restrizioni via via più dure. Insomma, quello che appare ormai evidente è che il governo giallofucsia stia costringendo i cittadini a restare a casa anche se di fatto non è stato (ancora) decretato un lockdown nazionale.

Adolfo Spezzaferro

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