Roma, 7 ott — Quando una vita umana viene strappata alla morte — a maggior ragione se si tratta di un bimbo — il buonsenso suggerirebbe di gioirne, o di provare, per lo meno, del sollievo: non la pensano così gli esponenti del Pd siciliano, che hanno reagito alla notizia del ritrovamento del neonato (che è vivo e gode di buona salute) abbandonato in provincia di Trapani pronunciandosi sulla necessità di assumere più medici abortisti.

Neonato ritrovato in un sacchetto, il Pd invoca gli aborti 

Sì, avete capito bene: a loro detta il neonato è stato ritrovato in un sacchetto, a poche ore dalla nascita, perché nel trapanese non è possibile abortire a causa della mancanza di medici non obiettori di coscienza. Come a dire: meglio un bimbo abortito che abbandonato, ma vivo. I bambini negli orfanotrofi e nella case-famiglia sentitamente ringraziano: secondo il ragionamento del Pd, avrebbero dovuto schiattare tutti prima di nascere. Insomma, anche quando c’è da festeggiare per aver salvato un bimbo da morte certa il Pd coglie l’occasione per sciacallare sull’aborto al grido di «la 194 deve essere applicata», «ci vogliono concorsi specifici per medici non obiettori», «la colpa è dei medici non obiettori». «Meno neonati nei sacchetti, più feti morti», potremmo riassumere.

Più medici non obiettori

I prodi sostenitori di questa teoria sono il consigliere regionale Dario Safina, Valentina Villabuona e Marzia Patti. Safina ha fatto sapere sui propri canali social che «è arrivato il momento di avviare seriamente, nella nostra regione, un percorso di civiltà che miri certamente alla tutela della salute della donna ed al contemporaneo potenziamento dei centri di ascolto, per consentire una scelta consapevole: quella dell’interruzione volontaria della gravidanza».

Non solo: l’esponente dem si impegna «a portare in Assemblea Regionale un disegno di legge che miri all’indizione di concorsi in sanità per l’assunzione di medici non obiettori di coscienza», chiedendo bandi «utili a rimpinguare anche i nostri ospedali siciliani» e che «riequilibri l’applicazione della legge 194, oggi depotenziata dal ricorso all’obiezione». Insomma, mentre il piccolo salvato dai carabinieri veniva posato nella culla del reparto neonatale, finalmente al caldo e al sicuro, Safina non poteva fare altro che pensare a bambini squartati nei ventri materni.

Gli hanno fatto eco Villabuona e Patti, presidente e segreteria provinciale del Pd trapanese: «Ciò di cui siamo convinte è che la piena applicazione della 194, che nella nostra provincia è garantita da un solo medico, una volta a settimana all’Ospedale Sant’Antonio, potrebbe garantire sempre il diritto di scegliere, perché spesso gesti simili sono frutto di disperazione e solitudine». Perché il fatto di Trapani non si ripeta, insomma, è necessario agire tempestivamente: in sala operatoria, con un medico abortista.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

3 Commenti

  1. Forse, se avessero ritrovato il cucciolo di un cane al posto di quel bambino, la loro coscienza avrebbe avuto un forte e burrascoso sussulto.

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