Roma, 16 feb — Tutti e tutte in minigonna e con la pancia scoperta per protestare contro la prof che aveva commentato in maniera un po’ tranchant l’abbigliamento succinto di un’alunna. Succede al liceo Righi, a Roma, dove un’insegnante è finita nella bufera per aver rimproverato una ragazza che in classe veniva filmata durante un balletto su TikTok in abiti poco consoni: «Sei sulla Salaria?» (la strada di Roma nota per essere frequentata da prostitute), così l’avrebbe apostrofata entrando in classe. Ora, non solo gli studenti sono in rivolta, ma la preside ha annunciato che la prof sarà sottoposta a procedimento disciplinare e i soliti «professionisti dell’informazione» da ieri stanno sottoponendo la prof al rituale linciaggio mediatico.

Tutti a pancia scoperta per protestare contro la prof

Innanzitutto, stamattina gli alunni hanno deciso all’unanimità di saltare la prima ed entrare nell’Istituto in minigonne, calzoncini e pancia scoperta contro l’imposizione del dress code, chiedendo che l’insegnante si scusi. Il tutto radunandosi dietro a uno striscione con la scritta «Liceo Righi zona fucsia». Immancabile anche un altro striscione, un «benvenuti nel Medioevo» sorretto da due alunni maschi a cui vorremmo tanto dire che no, non v’è speranza di colpo sulle vostre compagne se vi travestite da viados.

La scuola non è un night club

Il fatto che la ragazzina sia stata colta in atteggiamenti non consoni al luogo in cui si trovava — la scuola, luogo in cui si trasmette il sapere, non un locale di lap dance in cui si sculetta a pancia scoperta — non sfiora nessuno dei suoi accusatori. «Siamo arrabbiati per quello che è accaduto. Dopo gli insulti di una docente ricevuti da una studentessa del nostro liceo come studenti del collettivo ludus e del liceo Righi abbiamo deciso di dare un segnale forte e chiaro per ribadire che il sessismo non può avere spazio nelle scuole», spiegano ai giornali. «Proprio per questo questa mattina abbiamo fatto una azione sotto la nostra scuola, salteremo la prima ora di lezione per fare un’assemblea straordinaria di istituto». E chiosano: «Ora entreremo tutti insieme a scuola vestiti in modo da rompere il dress code in solidarietà con la studentessa offesa».

Prof sulla graticola, arriva il procedimento disciplinare

La preside dell’Istituto Cinzia Giacomobono, all’Ansa ha annunciato «l’apertura di un procedimento disciplinare perché è un atto dovuto. Vorrei ricondurre il tutto a un momento costruttivo e formativo», precisando che «Davanti a me si è scusata per la frase infelice, ma non voleva offenderla né voleva paragonarla a una prostituta». Tra gli insegnanti serpeggia un certo malumore per il clamore decisamente eccessivo intorno alla vicenda. «Noi facciamo tante cose per i nostri ragazzi ed essere messi alla berlina per una frase, sicuramente infelice, sta mettendo nell’ombra tutto ciò che di positivo viene fatto dall’Istituto».

La preside ha parlato anche con l’insegnante «che mi ha raccontato la sua versione: doveva fare una supplenza, perché il docente titolare era assente. Nel frattempo raggiungeva la classe e questa ragazza era intenta a fare un video con il cellulare e si era alzata la maglietta per lasciare scoperta la pancia, stava facendo questo ballo provocante davanti al cellulare. La professoressa è intervenuta cercando di fare un rimprovero a lei ma soprattutto per il video», avendo il timore che la ragazza «potesse farlo girare in rete. Preciso che la docente in questione si occupa di bullismo e cyberbullismo, affronta dunque questi temi. Il suo obiettivo era dunque impedire alla ragazza di mettere in rete un video, in cui ballava a corpo scoperto che avrebbe potuto rivelarsi pericoloso».

Soldatini schiavi del sistema

Insomma non c’è che dire, gli studenti italiani hanno ben chiare le proprie priorità: possono crepare come cani durante l’alternanza scuola-lavoro, puoi distruggergli psiche e socialità con anni di restrizioni e didattica a distanza, ma guai se commenti il balletto da night di una studentessa: si rivoltano come vipere. Senza futuro, con l’unica certezza di ereditare un mondo di macerie, i soldatini politicamente corretti scattano sull’attenti solo per portare avanti istanze dettate dal Manuale del globalismo. Stiamo solo assistendo allo sbocciare dei primi, meravigliosi germogli del lavaggio del cervello-rincoglionimento politicamente corretto: ragazzini bercianti che credono di «ribellarsi» a un ordine precostituito, a loro volta prendendo ordini da Greta Thunberg, Achille Lauro e la Ferragni. E non abbiamo ancora visto nulla.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

7 Commenti

  1. Complimenti all’ autrice dell’ articolo; descrive bene l’assenza di veri valori nei nostri ragazzi, ben indottrinati da media e social controllati dalle elites globaliste alla conquista dei cervelli.
    Questi poteri elitari aiutati da specialisti di psicologie delle masse vogliono avere anche il primato della morale; che sia una morale satanica non vi è dubbio dato che promuovono eutanasia, aborto,sodomia,distruzione della famiglia naturale,redditi universali a 2 lire,decrescita felice,immigrazione,cancellazione delle diversità,gestione dei nostri corpi con veleni,controllo digitale con qr code per tutti come nei cani,etc.,etc,

  2. Mi accodo a Cesare e alle sue parole aggiungo una domanda: La società occidentale, la “””””””””””””””nostra””””””””””””””” società, ha ancora senso?
    Questi ragazzi sono stati svuotati di ogni valore/di ogni principio/di ogni morale/di ogni identità/di ogni idea/di ogni aspetto umano. Sono come sacchi che non contengono nulla. Del resto sono gli stessi imbecilli che “”studiano”” la storia (se la studiano) nei depliant firmati Black Lives Matter, andando poi ad abbattere le statue di chi, nel bene o nel male, rappresenta la nostra civiltà (azioni tipiche dei selvaggi ma va beh, non infieriamo). Come si fa ad avere un futuro se si rinnega il passato? Giocano a fare i ribelli ma non si accorgono che li stanno trasformando in oggetti. Come definire altrimenti un essere che non ha identità storica o di genere? Perché questo è ciò a cui ambiscono, no? La rottura con qualunque cosa che ci dà un’identità, ma cari “””ribbel!1″””, soltanto la materia inanimata non ha identità.

  3. Il medioevo non c’entra nulla queste manifestazioni sono agglomerati di demenza. Evidentemente anche i “maschi” di questo “istituto” battono sulla Salaria.

  4. A mio modesto avviso il problema non è la studentessa, in quanto pagliuzza, bensì la trave costituita da tutti quei genitori che hanno permesso ai loro figli di sesso confusamente maschile di addobbarsi come travestiti o transessuali di origine brasiliana o sudamericana.
    Cristina, grazie di esistere.

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