Rimini, 24 ott — Un inferno nell’inferno, tale si è rivelata la nottata di una 54enne senzatetto di Voghera: mentre tentava di arrivare al mattino, raggomitolata in un giaciglio di fortuna posizionato nell’androne di un negozio riminese, un immigrato somalo ha tentato di stuprarla e non riuscendoci l’ha picchiata brutalmente. Proprio in quella Rimini dove nel maggio scorso l’intero colpo degli Alpini venne demonizzato e dipinto alla stregua di un’orda di stupratori per qualche fischio ed episodio di catcalling. Lo riferisce Repubblica.

Somalo tenta di stuprare una senzatetto

Una vita già resa difficile dalla miseria, di colpo precipitata nella brutale prepotenza dell’immigrato. Trent’anni e residente a Milano, approfittando dello stato di solitudine della propria vittima l’ha trascinata a forza fuori dall’androne per abusare di lei. L’episodio si è verificato il 3 ottobre scorso, tre settimane fa, ma le cronache locali ne danno notizia solo ora. Dopo avere ghermito la donna, il somalo l’ha afferrata al collo, l’ha picchiata e ha cercato di costringerla ad avere un rapporto sessuale, immobilizzandola in un angolo, incurante delle grida della 54enne.

L’immigrato non è fortunatamente riuscito a portare a termine i suoi sordidi scopi. Le urla della donna hanno attirato l’attenzione dei pochi passanti presenti in strada a quell’ora. I quali hanno — incredibilmente per i nostri tempi dominati dall’indifferenza — dato prova di coraggio e di buon cuore, frapponendosi tra lo straniero e la vittima e riducendo il primo a più miti consigli.

L’arresto

Sul posto sono intervenute alcune volanti della polizia, allertate dagli stessi passanti che avevano impedito il progredire della violenza. Per il somalo sono quindi scattate le manette e si sono aperte le porte del carcere dei Casetti di Rimini, dove risulta tutt’ora detenuto. Accusato di violenza sessuale e lesioni personali aggravate, il giudice per le indagini preliminari Raffaella Ceccarelli ha disposto per lo straniero il giudizio immediato, accogliendo la richiesta presentata dal pm Luca Bertuzzi. Per la vittima, in stato di forte choc e ricoperta di lesioni, si è reso necessario il trasporto al pronto soccorso. I medici l’hanno giudicata guaribile in cinque giorni.

Cristina Gauri

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