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budduso-sardegna-centro-daccoglienza1Cagliari, 18 nov – L’agriturismo “Le Querce” di Buddusò, comune di circa 4mila abitanti in provincia di Olbia-Tempio, è stato devastato dall’esplosione di un ordigno esplosivo collocato al pian terreno della struttura. L’edificio era stato individuato dalla Prefettura come nuovo centro d’accoglienza per richiedenti asilo appena l’8 novembre, ma, dopo che il comune aveva esposto con un documento la propria perplessità su tale utilizzo dell’immobile, a 8 giorni di distanza la cittadinanza ha convocato un’assemblea pubblica per discutere la novità. Proprio al termine di questa sarebbe stato eseguito l’attentato.

E’ il 4° che si registra in appena 6 mesi in Sardegna, dopo quelli di Aglientu, Burcei, Monastir , e segue alle minacce recapitate in una busta assieme a due proiettili al prefetto Perrotta dopo che aveva dichiarato di voler procedere con l’utilizzo dell’ex scuola penitenziaria di quest’ultimo comune come centro d’accoglienza. Lo stesso prefetto che ieri, poco prima dell’attentato a Buddusò, riceveva assieme al Presidente della Regione Pigliaru e al sindaco di Cagliari Zedda il presidente cinese Xi Ji Ping in visita informale nell’isola.

E’ la conferma che la situazione immigrazione in Sardegna è definitivamente sfuggita di mano alle istituzioni e che quello dei blitz nei centri d’accoglienza dell’isola non è più un evento sporadico ma una prassi che la popolazione sembra voler mettere in atto per fermare l’arrivo di immigrati nel proprio territorio a 15mila dal 2014 ad oggi.

Vittorio Susinno

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