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jean-marie- le penRoma, 18 nov – Nella sentenza pilatesca sull’eterna querelle tra Jean-Marie Le Pen e il partito guidato dalla figlia Marine, alla fine è forse l’anziano leader a ridere. Certo, resta l’oltraggio simbolico che vede Le Pen escluso dal partito che egli stesso ha contribuito a fondare. E tuttavia, pur privandolo della tessera, i giudici hanno anche riconosciuto il suo status di presidente onorario del partito, con tutto quel che ne consegue.

Situazione surreale: Le Pen non potrà tesserarsi al Front national, ma avrà diritto a partecipare alle riunioni politiche delle più alte gerarchie del partito. Non solo: l’anziano leader ha anche ottenuto 15mila euro di risarcimento danni per il “grave pregiudizio apportato alla sua dignità, al suo onore, alla sua notorietà e alla sua azione politica”. Un colpo durissimo per il Fn, il cui avvocato, nel corso del processo, si era lasciato andare a una battuta di dubbio gusto: “Jean-Marie Le Pen è diventato un dettaglio della storia del Front national”. Si ricorderà che è proprio per aver definito le camere a gas “un dettaglio nella storia della Seconda guerra mondiale” che Le Pen ha avuto varie condanne, puntualmente sottolineate nel dibattimento dal legale del partito. Che però, al momento della sentenza, ha ottenuto solo una vittoria di Pirro. Intanto Jean-Marie canta vittoria: “È una vittoria per la giustizia, i miei diritti sono stati rispettati, è un successo. Ma io non sono in guerra con il Front national, voglio sempre operare per la grande collaborazione di tutti i patrioti”.

E, sulle ali dell’entusiasmo, non ha rinunciato a qualche polemica vecchio stile. Subito dopo la presentazione del simbolo della campagna presidenziale di Marine, una rosa blu, il padre ha twittato: “Keine Rose ohne Dornen!”. Il che, in tedesco, significa: “Non c’è rosa senza spine”. Insomma, l’ennesima polemica, non troppo velata, con la figlia. L’Huffinton Post l’ha chiamato per sapere perché avesse scritto in tedesco una frase che, in francese come in italiano, è di uso comune. La risposta è stata in puro spirito Le Pen: “È Adolf Hitler che me l’ha suggerito”. Replica definita dall’HuffPost “delirante”, anche se il quotidiano on line ha spiegato che dall’altro capo del telefono si sentivano numerose risa. Alla richiesta di spiegazioni, ha aggiunto: “Non si spiega l’umorismo”. E, sul fatto che Marine non abbia inserito il cognome nel logo per le presidenziali, ha lanciato un’altra staffilata: “Marine Le Pen non ha bisogno del cognome. È una ragazza che è stata trovata”.

Giorgio Nigra

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