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Roma, 3 mar – Cambia il governo ma non cambiano i Dpcm: il primo firmato dal premier Mario Draghi conferma divieti e restrizioni dal 6 marzo al 6 aprile, Pasqua e Pasquetta comprese, e introduce alcune novità, anche in peggio, sul fronte delle regole. La decisione più importante riguarda le scuole. Saranno tutte chiuse – dalla materna alle superiori – nelle zone rosse o dove il virus raggiunga un’incidenza di 250 casi per 100 mila abitanti per sette giorni, al di là del colore. Tuttavia la decisione non sarà automatica e spetterà ai governatori e ai sindaci. Il colpo più duro è quindi per studenti e famiglie: i primi costretti alla didattica a distanza, e i genitori costretti a restare in casa con loro in attesa di ristori e sussidi.



Confermati coprifuoco, fasce di colore e divieto di spostamenti

Il primo Dpcm firmato da Draghi (qui il testo integrale) non concede alcuna riapertura e conferma sostanzialmente tutti i divieti e gli obblighi già in vigore. Obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto e di mantenere la distanza. Divieto di assembramento. Coprifuoco dalle 22 alle 5. Niente apertura serale dei ristoranti. Nessuna riapertura per le piscine e le palestre. Divieto di spostamento tra regioni, anche se in fascia bianca o gialla. Non si può andare nelle seconde case se sono in zona rossa o arancione scuro o se si vive in zona rossa o arancione scuro. Una novità in positivo è che è consentito “l’asporto fino alle 22 dalle enoteche o esercizi di commercio al dettaglio di bevande”. Ma i sindaci dal canto loro già si stracciano le vesti perché temono che tale deroga incentivi la cosiddetta movida.

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Le regole per la zona bianca (dove riapre quasi tutto)

Restano ancora vietate le feste e chiuse le sale giochi e le discoteche anche in zona bianca – ossia nelle aree con 50 nuovi contagi a settimana ogni 100 mila abitanti – dover però ripartono tutte le altre attività, con mascherina e distanziamento. Sulla possibilità di abolire il coprifuoco in zona bianca deciderà invece un tavolo tecnico.

Divieto di spostamento tra regioni

“Fino al 27 marzo 2021, sull’intero territorio nazionale è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”. Le comprovate esigenze vanno indicate nell’autocertificazione (qui il modulo da scaricare). È anche “vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori in zona arancione e rossa” salvo che “comprovate esigenze”. Per chi abita in zona arancione “è vietato ogni spostamento in un comune diverso”. Per chi abita in zona rossa “sono vietati gli spostamenti”.

Consentito l’asporto di alcolici fino alle 22

Come detto, una novità del Dpcm firmato da Draghi prevede in tutta Italia “l’asporto fino alle 22 dalle enoteche o esercizi di commercio al dettaglio di bevande”. Rimane tuttavia “vietato il consumo sul posto“. Le attività di “bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie sono consentite dalle 5 alle 18” in zona gialla, chiuse nelle altre fasce. A tavola massimo quattro persone, “salvo che siano tutti conviventi”. Dopo le ore 18 “è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico”. È “sempre consentita la consegna a domicilio” e “fino alle 22 la ristorazione con asporto”. Con divieto di consumazione sul posto o nei pressi, sempre in chiave anti-assembramento. Per i bar “l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18”.

Negozi e attività commerciali, chi apre e chi chiude

In zona gialla e in zona arancione i negozi sono aperti. Nelle “giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie”. In zona rossa sono chiusi i negozi di abbigliamento, calzature e gioiellerie. Chiusi “i mercati, salvo la vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici”. Novità (in peggio): in zona rossa sono “chiusi parrucchieri, barbieri e centri estetici”.

Visite ad amici e parenti

Ulteriori restrizioni sul fronte delle visite ad amici e parenti. Chi vive in zona gialla “può andare dalle 5 alle 22 a casa di amici e parenti una sola volta al giorno, nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, portando con sé minori di 14 anni, persone disabili o non autosufficienti conviventi”. Il tutto rimanendo all’interno della regione di residenza. Chi vive in zona arancione può andare a far visita a parenti e amici in due e con minori di 14 anni, soltanto rimanendo all’interno del proprio comune di residenza. Ma dal 6 marzo le visite a parenti e amici sono vietate in zona rossa. In generale, sottolinea il Dpcm firmato da Draghi, “è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza”.

Seconde case, le regole per gli spostamenti

Si può andare nelle seconde case se si trovano in zona gialla e arancione. Può andare nella seconda casa “il nucleo convivente, ma solo se la casa è disabitata”. Bisogna dimostrare di averne avuto titolo (proprietà o affitto) da una data antecedente al 14 gennaio 2021″. Ma, attenzione: non si può andare nella seconda casa con amici e parenti. È vietato andare nelle seconde case se si trovano in zona rossa. Chi vive in zona rossa non può andare nelle seconde case anche se si trovano in fascia bianca, gialla o arancione perché ha il divieto di spostamento. Alcune ordinanze locali vietano lo spostamento nelle seconde case a chi vive in arancione scuro e l’ingresso a chi giunge da un’altra zona.

Cinema e teatri, riapertura dal 27 marzo in zona gialla

Restano chiuse palestre e pascine, consentita l’attività sportiva all’aperto (con obbligo di distanziamento). In zona gialla “a decorrere dal 27 marzo 2021, gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e distanziati”. Sì legge nel Dpcm firmato da Draghi. Il tutto ovviamente “a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi”. Secondo le nuove regole “la capienza consentita non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 400 per spettacoli all’aperto e a 200 per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala”.

Musei e mostre, orari e regole

In zona gialla “sono aperti al pubblico i musei e gli altri istituti e luoghi della cultura dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi”. Sempre “a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori (più o meno di 100 mila l’anno), garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”. Ma “dal 27 marzo 2021, il sabato e i giorni festivi, nei musei e negli altri luoghi il servizio è assicurato a condizione che l’ingresso sia stato prenotato on line o telefonicamente con almeno un giorno di anticipo”.

Le regole per chi rientra dall’estero

Chi torna dall’estero “all’atto dell’imbarco deve presentare la certificazione di essersi sottoposto, nelle 48 ore antecedenti, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo“. Nello specifico – si legge sempre nel Dpcm firmato da Draghi -, chi torna da Stati Uniti, Austria, Brasile, Regno Unito e Irlanda del nord è obbligato a sottoporsi “nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo”. Obbligatoria la quarantena per chi rientra da questi Paesi. Infine, a chi è stato in Brasile nei 14 giorni precedenti “è consentito l’ingresso in Italia anche per raggiungere domicilio, abitazione o residenza dei figli minori”.

Adolfo Spezzaferro

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7 Commenti

  1. Non c’è solo la attesa di ristori e sussidi…, è in corso anche lo svuotamento e il dirottamento continuo ed aggravato dei c/c. Che comporterà altri ristori e sussidi. Tanto per essere più realisti.
    (E’ pure in corso la barzelletta virale del 110%…).

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