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Roma, 15 mar – Quel periodo storico di mezzo secoldo tra la fine del Risorgimento e la prima guerra mondiale è, molto spesso, tralasciato dagli storici e dai libri di storia in generale. Un periodo, quest’ultimo, caratterizzato da riforme fiscali, crisi economiche, cambi di potere e, ovviamente, guerre. Alfonso Riguzzi è stato uno dei primi veterani sotto il vessillo del tricolore italiano e divenne famoso per il suo contributo durante la guerra d’Africa.



Una biografia compatta

Della vita di Alfonso Riguzzi si conosce molto poco. L’eroe di guerra nacque a Pieve di Cento in Emilia-Romagna da una famiglia di proprietari terrieri. Questa, composta da membri oltre che molto colti anche molto ricchi, lo indirizzò agli studi liceali ma la propensione alla guerra del piccolo era molto alta. Il giovane, infatti, decise di abbandonare la scuola e di arruolarsi volontario nel Regio Esercito.

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In quegli anni l’Italia iniziava la sua prima avventura coloniale. Il panettone mondiale era già stato spartito tra Francia ed Inghilterra in primis, con Germania ed Olanda che non rimanvevano di sicuro a guardare. Spagna e Portogallo consolidavano i propri possedimenti, anche se i motti rivoluzionari ne avevano svincolati i rapporti. Alfonso Riguzzi partecipò alla prima guerra d’Etiopia, fallimentare per la nostra nazione anche se non gli impedì di dimostrare il proprio valore. Il soldato emiliano morirà nel 1903 a causa di una febbre infettiva contratta pochi mesi prima. Ma la sua figura è diventata celebre per un suo scritto.

I 45 giorni di Macallé

Questo è il titolo dell’opera di Alfonso Riguzzi. In realtà, quello del soldato è un diario meraviglioso della sua avventura, la sua terribile esperienza dietro le mura di Macallé. L’esercito etiope, infatti, riuscì a vincere la piccola guarnigione italiana con una forza circa 100 volte inferiore rispetto agli assediati. Gli italiani dimostrarono una forza di volontà ed un coraggio non indifferente e, dal 15 dicembre 1895, capitolarono solo il 22 gennaio dell’anno successivo ormai stremati e senza viveri per sopravvivere.

La figura di Alfonso Riguzzi è ricordata anche dal busto bronzeo posto dal comune di Pieve di Cento all’interno del municipio a ricordo del loro più grande cittadino, soldato ed eroe della nazione.

Tommaso Lunardi

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