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Roma, 22 feb – I primissimi aviatori del nostro esercito erano, in principio, tutti quei soldati che, di loro sponte, si gettavano in questa nuova sfida a centinaia di metri di altezza dal suolo. Luigi Bailo iniziò la sua avventura a bordo di un aereo nel 1911 e divenne, ben presto, un eroe della Regia Aeronautica.

La guerra in Libia

Luigi Bailo nacque a Rapallo il 31 agosto 1882 e, nel 1905, terminò gli studi presso la Regia Accademia di Artiglieria e Genio di Torino con il grado di Sottotenente. Incontrò il suo primo aeroplano qualche anno dopo quando decise di pagare di sua tasca i corsi per diventare pilota d’aereo. Il brevetto arrivò in pochi anni e, nel 1911, era abilitato a guidare qualsiasi velivolo. Il primo impegno di Bailo avvenne nel giro di pochi mesi quando l’Italia entrò in guerra con l’Impero Ottomano per la conquista della Libia.

Le attività di ricognizione divennero, ben presto, azioni di attacco e di bombardamento. Luigi Bailo bombardò i nemici su Tobruk, Bengasi ed in Tripolitania meritandosi una medaglia d’argento al valor militare. Lo stesso anno ottenne anche il brevetto di pilota militare.

Il collaudatore

L’attività di Luigi Bailo prima della Grande Guerra si basò, in particolare, sull’insegnamento delle tecniche di volo al campo d’aviazione San Francesco a Torino. Lavorò poi tra Pordenone e San Francesco al collaudo dei primi velivoli Caproni. In particolare, l’aviatore piemontese si rese protagonista dello sviluppo del Caproni Ca.32, un velivolo estremamente agile ed affidabile dato che riuscì a volare per tre ore usando solo due dei tre motori disponibili.

La 1° Squadriglia Caproni, allo scoppio del primo conflitto mondiale, venne affidata proprio a Luigi Bailo anche se la sua avventura si chiuse di lì a pochi mesi. Durante una ricognizione e bombardamento su Lubiana, infatti, il suo velivolo venne crivellato dai colpi di mitragliatrice di un Fokker austriaco. Bailo ed il suo copilota, Alfredo Barbieri, precipitarono al suolo, probabilmente già morti per i colpi d’arma da fuoco.

A Luigi Bailo venne concessa la medaglia d’argento al valor militare: “In una lotta aerea, colpito mortalmente, a bordo del velivolo da mitragliatrice avversaria, con sublime atto di cameratismo faceva scudo col proprio corpo all’altro pilota, anch’esso ferito, il quale poteva così ricondurre in salvo l’apparecchio”.

Tommaso Lunardi

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