Home » The Stone Roses, molto più che una band

The Stone Roses, molto più che una band

by Roberto Johnny Bresso
0 commento

I don’t have to sell my soul

He’s already in me

I don’t need to sell my soul

He’s already in me

I wanna be adored

Roma, 29 nov – Lo scorso 20 novembre è morto Gary Mounfield, meglio conosciuto come Mani, storico bassista degli Stone Roses prima e dei Primal Scream dopo. Se in Italia magari gli Stone Roses sono ancora un gruppo di nicchia, non è così nel Regno Unito, dove la sua scomparsa è stata un’assoluta breaking news. Vi basti dire che, molto probabilmente, senza i Roses e tutta la scena della cosiddetta Madchester non avremmo mai avuto gli Oasis. Vediamo quindi di analizzare un fenomeno non solo musicale, ma anche sociale.

La scena Madchester

Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 un nuovo fermento giovanile stava prendendo forma nella città industriale di Manchester e nella sua area suburbana, una sottocultura che abbracciava le gradinate degli stadi (il Manchester United da lì a breve sarebbe diventato una potenza mondiale), i pub cittadini ed i locali notturni. Dall’incrocio di queste realtà nacque un sound unico che univa la rabbia working class tipica del punk e della new wave a sonorità più psichedeliche caratteristiche della acid house e della musica elettronica. Questa sonorità musicale prese appunto il nome di Madchester ed i gruppi capofila furono gli Happy Mondays, nati nel 1980 e, soprattutto, gli Stone Roses, che iniziarono a calcare i palchi a partire dal 1983.

Capitanati dal carismatico cantante Ian Brown, la band era formata anche dal chitarrista John Squire, dal batterista Alan Wren e da uno dei più grandi bassisti del tempo, Mani appunto. A partire dal 1988 ebbe così inizio la seconda Summer of Love e nel 1989 vide la stampa del primo album della band, dal titolo The Stone Roses, che conteneva capolavori immortali come I Wanna Be Adored, Waterfall, Made of Stone e I Am the Resurrection. Immediato fu il successo di critica e di pubblico, spinto anche da un’estetica davvero potente (si pensi al logo raffigurante un limone ed all’uso frequente dei cappelli da pescatore) che creò un vero fanatismo anche tra i casual delle gradinate da stadio, oltre al fatto di spingere una fruttuosa campagna di merchandising.

The Stone Roses: l’epico concerto di Spike Island

Nel 1990 i Roses organizzano un epico concerto nell’isola di Spike Island, nel nord-ovest dell’Inghilterra. Ventisettemila persone si diedero appuntamento per un happening che all’epoca venne considerato disastroso per via della pessima organizzazione (il luogo non era affatto adatto alla musica) ed alla cattiva acustica, penalizzata da un incessante vento. Nonostante ciò con il tempo divenne un evento leggendario che segnò uno spartiacque a livello musicale: non solo i grandi nomi potevano permettersi di organizzare eventi così massivi.

Purtroppo pesanti contrasti con la casa discografica fecero sì che il gruppo finì in una sorta di impasse che ne bloccò la carriera, tanto che il secondo album, Second Coming, uscito nel 1994, ebbe una pessima accoglienza. Purtroppo negli anni di assenza un nuovo movimento, il Britpop, si era fatto strada tra i giovani britannici e gli Stone Roses finirono per sciogliersi nel 1996. I membri del gruppo quindi si dedicarono ad altri progetti, così Ian Brown iniziò un’ottima carriera solista, mentre Mani, come detto prima, si unì ai Primal Scream.

La scomparsa di Mani

Nel 2011 la band si riformò per tre grandi concerti all’Heaton Park di Manchester e per dei successivi tour mondiali che toccarono anche l’Italia, fino al nuovo e definitivo scioglimento, avvenuto nel 2017.

La scomparsa di Mani, proprio poco dopo aver annunciato di voler riprendere a suonare dal vivo, è stata celebrata anche dalla squadra della quale era grande tifoso, vale a dire il Manchester United. Lunedì scorso, prima della partita all’Old Trafford contro l’Everton, i tifosi lo hanno ricordato con diversi striscioni, a riprova di quanto, a dispetto di una carriera relativamente breve, la loro eredità sia ben rimasta scolpita nella leggenda.

Roberto Johnny Bresso

You may also like

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati