Roma, 22 feb – «Ci possono chiamare “mercenari”, “terribili”, in ogni caso noi siamo uomini liberi che hanno scelto il campo per il quale battersi. Non molti soldati di mestiere possono affermare la stessa cosa!». Bob Denard, nel 1967.

Finalmente fuori in libreria, per i tipi di Altaforte Edizioni, la traduzione dell’iconico libro francese Les soldats libres di François-Xavier Sidos, con il titolo Viva la morte mia!, e l’introduzione di Franco Nerozzi. Un volume importante che traccia, per la prima volta, la storia – o meglio, l’epopea – del mercenariato, da Senofonte ai giorni nostri. I terribili, les affreux, di tutte le epoche possono finalmente essere sdoganati e assurgere al loro vero rango che, per così tanto tempo, è stato sistematicamente ricoperto di fango. Ma attenzione, Viva la morte mia! non è solamente l’espressione di una giusta definizione della parola mercenariato, ma piuttosto il racconto delle avventure, delle guerre, delle alleanze che hanno contribuito a costruire non solo l’Europa come la conosciamo, ma anche i valori, lo spirito, l’anima di quei popoli che, contro venti e maree, hanno contribuito a plasmare e a cementificare la nostra civilizzazione.

Storia ed evoluzione dei guerrieri

Attraverso le quasi quattrocento pagine dell’opera, conosceremo le virtù greche e romane, andremo incontro a valorosi guerrieri che da sempre – si pensi ad esempio alle guardie svizzere – hanno servito più che un paese straniero, un’idea, un sogno e che rimarranno per sempre scolpiti nel marmo del tempo. Potremo ritrovare quegli stessi valori attraverso la polvere dei campi di battaglia, dalla vecchia Europa alla giungla dei Karen, dai deserti africani agli infernali inverni russi che accompagnarono inflessibili alla morte così tanti soldati.

Sicuramente un’opera rivolta al passato ma con uno sguardo limpido e diretto verso il presente e il futuro: ci aiuterà infatti a capire quali siano le dinamiche negli eserciti moderni ancora presenti nei teatri di conflitto ancora aperti; come funzionano le milizie regolari e quelle a contratto, chi sono i veri signori della guerra, a chi giova la perpetuità di taluni conflitti e, al contrario, per quali motivi si sceglie di ritirarsi da altri. Vedremo come è cambiata nel corso del tempo la natura del soldato coscritto e come – di fatto – si sia inesorabilmente avvicinata a quella del mercenario nel senso peggiorativo del termine. Non si combatte più per un’idea, ma per lo sfruttamento di risorse e per l’assoggettamento dei popoli.

Viva la morte mia!, ritratto autentico del soldato libero

Sidos ci offre dunque un ritratto autentico – da vero e proprio insider – della figura del soldato libero e della sua evoluzione sin dalla notte dei tempi. Viva la morte mia! è infatti un’opera fondamentale, mai realizzata fino ad ora, di ricerca storica e di riscrittura: non si parla di qualche correzione da fare qua e là alle imperfezioni dei cronisti di tutti i tempi, ma di ribaltare una concezione odiosa ed erronea del mercenariato. Sidos ci insegna una tecnica certosina, quasi religiosa, con la quale riparare ai torti del tempo e dei manipolatori, una tecnica applicabile quindi ad ogni comparto storico o attuale, e grazie alla quale possiamo oggi tributare un po’ di preziosa gloria a questi soldati coraggiosi e liberi, resi ignoti dalla storia con la s minuscola.

Chiara del Fiacco

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

  1. Nota bene: non voglio mica fare Apologia è soltanto un commento educativo-istruttivo…

    (Morte, Fede, Idee, Europa, Coraggio, Storia.)

    Per 6 anni a Roma durante il periodo universitario nella stanza che dividevo con un amico c’è stato appicciato al muro un poster del Duce con questa frase… (la prima sotto) alla quale va riconosciuta una profonda lungimiranza e al Duce stesso una straordinaria capacità di guida di un popolo…
    La prima citazione è anche il commento a questo articolo…

    La seconda è una profezia fatta nel 1936 visti gli ultimi due anni covid19:

    Buona lettura et lunga riflessione pensando agli scorpioni apocalittici di oggi (i Renzi; i Draghi: i Gentiloni; i Letta: i Monti etc. etc. se li squagli tutti insieme uno come il Duce non riesci a produrlo ah ah)

    – “Dovete sopravvivere e mantenere nel cuore la fede. Il Mondo, me scomparso, avrà bisogno ancora dell’Idea che è stata e sarà la più audace, la più originale e la più mediterranea ed europea delle idee. La Storia mi darà ragione.”
    (Benito Mussolini)

    *****

    – “Regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l’illusione di essere sovrano, mentre la vera effettiva sovranità sta in altre forze talora irresponsabili e segrete. La democrazia è un regime senza re, ma con moltissimi re talora più esclusivi, tirannici e rovinosi che un solo re che sia tiranno.“
    (Benito Mussolini da: La dottrina del fascismo, con Luigi Contu, Hoepli, 1936)

    By Manlio Amelio…

Commenta