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fincantieri chantiers atlantiqueParigi, 19 apr – E’ quasi fatta per la chiusura dell’accordo che dovrebbe portare Stx France, con il suo stabilimento di Saint-Nazaire, nelle mani di Fincantieri. Volge così al termine una vicenda che ha visto non solo le due società ma i due governi, l’italiano e il transalpino, confrontarsi, a tratti anche duramente, sul tema degli investimenti esteri, con la Francia notoriamente ostinata a contrastare ingerenze straniere nella sua economia.

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Nell’impossibilità di studiare nel breve termine soluzioni che passassero per la nazionalizzazione degli ex Chantiers de l’Atlantique, la decisione di dare il via libera alla cessione è arrivata solo dopo la scelta di un compromesso che, se da un lato permette a Fincantieri di espandere l’attività e confermare il suo ruolo di giocatore di primo piano nello scenario internazionale, dall’altra vincola la società triestina ad un severo controllo da parte dell’esecutivo. Fincantieri acquisirà infatti il 48% attualmente in mano alla società coreana Stx, quota che potrà incrementare solo fra non meno di 8 anni, mentre Parigi manterrà una minoranza di blocco pari al 33,3% e avrà diritto di veto ventennale su decisioni quali la riduzione dell’attività, il trasferimento delle produzioni e i partenariati industriali. Visto il delicato settore – relativo non solo alle crociere, dato che il sito di Saint-Nazaire costruisce anche navi militari – il governo potrà inoltre opporsi a scelte di sviluppo se queste verranno considerate contrarie all’interesse nazionale.

L’empasse è stato così sbloccato solo una volta che Giuseppe Bono, ad di Fincantieri, ha accettato gli stringenti paletti posti dal governo francese, che hanno l’obiettivo di tutelare fino in fondo un patrimonio industriale giudicato strategico. Paletti che riguardano inoltre aspetti di natura economica, dato che il consiglio dei ministri si riserva l’ultima parola anche sulla distribuzione dei dividendi.

Filippo Burla

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