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Il governo è sempre prodigo di aiuti per gli immigrati, profughi e Rom ma si dimentica degli italiani sfrattati a causa delle crisi economica

Roma, 2 gen – A partire dal 1° gennaio sono diventati esecutivi gli sfratti in pendenza nei confronti di numerosi italiani. Il 31 dicembre, è difatti scaduta la proroga di un anno all’esecuzione degli sfratti decisa nel 2013 dal governo.

Il Codacons denuncia l’immobilismo dell’esecutivo Renzi. “Si tratta di famiglie, anziani, invalidi e persone malate che, a causa della crisi economica e della situazione di indigenza in cui versano, non riescono più a pagare gli affitti perché non hanno i soldi per farlo”, spiega il presidente Carlo Rienzi. “Il nostro è un appello al premier Matteo Renzi affinché si attivi – attraverso un decreto di proroga all’esecuzione degli sfratti – per evitare che migliaia di anziani, disabili, malati e famiglie con reddito inferiore ai 27 mila euro finiscano sotto un ponte”.

Non cessa l’emergenza abitativa che viceversa continua crescere in modo pericoloso in Italia. Soltanto nel 2013 gli sfratti sono stati 31.399, con un incremento del 7,7% rispetto all’anno precedente. Poco rassicuranti anche i dati aggregati: negli ultimi cinque anni il totale degli sfratti ha raggiunto quota 332.169, di cui 288.934 per morosità. Ma anche il 2014, appena trascorso, ha confermato questo trend di crescita con circa 150 sfratti al giorno di media.

Si tratta di famiglie, anziani, invalidi e persone malate che, a causa della crisi economica e della situazione di indigenza in cui versano, non riescono più a pagare gli affitti perché non hanno i soldi per farlo. Come nel passato nessuna risposta alternativa alla strada è stata offerta a queste famiglie e, nonostante questa precisa responsabilità, il governo, ed in particolare il Ministro delle Infrastrutture, tace e fa finta che il problema non esista.

Sono passati circa otto anni dall’emanazione della Legge 9/2007 che prevedeva la prima proroga per queste categorie e stanziava fondi per rispondere al problema. Quei fondi sono ancora in larga misura non spesi o destinati a rispondere alla domanda di acquisto anziché all’affitto a canoni sostenibili da queste famiglie. In una situazione come questa l’auspicio che si possa giungere ad una nuova proroga degli sfratti è una questione di decenza e civiltà.

Giuseppe Maneggio

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