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Londra, 11 ott – Aiutò un terrorista a fuggire verso Roma. Ora lei lavora presso il comune di Londra. Accade all’ex modella Mulumebet Girma, che di recente è riuscita a ottenere un posto in Comune e anche a finire sulla copertina del magazine dell’amministrazione. In passato, però, era stata in carcere per avere aiutato uno jihadista a fuggire dopo un fallito attacco alla metropolitana di Londra. Hussain Osman, cognato della donna, aveva progettato insieme ad altri tre uomini un attentato che avrebbe dovuto colpire le stazioni di Sheperd’s Bush, di Oval e Warren Street. La bomba, tuttavia, non esplose e l’attentato sfumò.



Osman raggiunse poi Brighton con l’aiuto di Girma e da qui, a bordo di un Eurostar, arrivò a Parigi, raggiunge Milano e fu arrestato a Roma. Ancora un terrorista i cui destini si incrociano con quelli del nostro Paese, quindi. A Roma, l’uomo fu fermato per i fatti del 21 luglio 2005. Gli inquirenti lo trovarono grazie a un telefonata al fratello Ramsi, che allora gestiva un negozio di abbigliamento a Termini. Mulumebet, che allora aveva 24 anni, fu condannata a dieci anni, ridotti poi a 5 e la sorella Yeshi – allora moglie di Osman – a 11 anni e 9 mesi. Dopo essere uscita di prigione, Girma, nascondendo la sua storia, ha trovato impiego al Southwark Borough Council ed è diventata anche il volto in copertina della rivista del Consiglio, il Southwark Housing News. Tutto bene, finché il suo passato non è emerso.

La persona in questione non lavora più per noi – ha detto Eleanor Kelly, chief executive del Southwark Council – Appena il suo background è venuto alla luce abbiamo agito immediatamente e l’abbiamo licenziata. Non ha rivelato il suo passato al Consiglio e durante il lavoro non ha mai avuto accesso ai dati della polizia. Abbiamo esaminato a lungo la sua attività mentre era impiegata presso il Consiglio, incluso il suo utilizzo di computer, e non è stato trovato nulla. Da parte nostra abbiamo intrapreso una rigorosa revisione delle nostre procedure di assunzione in seguito a questo incidente”.

Roberto Derta

 

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3 Commenti

  1. non che servisse,ma ormai settimanalmente abbiamo la riprova che in Italia uno straniero
    (sia un jihadista o un finto rambowsky – ricordate ? igor il “russo”) può non solo fare quello che gli pare,
    ma addirittura usarla come sicuro domicilio.

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