Belfast, 3 mag — Bob e Gino si sono sposati a Belfast, e fin qui niente di nuovo: il solito matrimonio arcobaleno, che sarà mai, ormai non si scandalizza più nessuno, semmai si sbadiglia alla grande. Giusto? Sbagliato, perché Bob e Gino sono due cani: per la precisione, un lhasa apso di proprietà della signorina Susan Doherty, e un bichon frise appartiene all’amica di Susan, Siobhan McGuigan.

Matrimonio tra cani gay a Belfast

Si tratta, fa sapere con un certo compiacimento il Belfast Telegraph, del primo matrimonio tra cani gay dell’Irlanda del Nord, tenuto per raccogliere fondi per Almost Home, l’organizzazione benefica di Moira, alla presenza di circa 30 ospiti, molti dei quali accompagnati dai propri cani. Una piccola folla che includeva esseri umani e un vasto campionario di labrador, bassotti, chihuahua e molte altre razze ha dunque osservato, con il cuore colmo di emozione, la coppia canina pronunciare i voti (amarsi, fare passeggiate insieme e a condividere bocconcini prelibati) e firmare il certificato di matrimonio per diventare ufficialmente «caniti» (hus-pups, crasi tra husband e pups).

Le nozze, fa sapere sempre il quotidiano, sono state officiate da Cecilia Daly, presentatrice del programma meteorologico trasmesso dalla BBC Newsline. La Daly era assistita dal suo stesso cane, il labrador nero Pedro, e anche gli sposi novelli hanno scodinzolato con gioia nel passare in rassegna i videomessaggi degli amici che auguravano loro ogni bene. 

L’amore è amore

E no, non siamo diventati dei minorati mentali all’improvviso: ci stiamo limitando a riportare la cronaca con gli stessi toni usati dal Belfast Telegraph. «Sono sconvolta da quanto sostegno abbiamo ricevuto per il primo matrimonio gay tra cani di Belfast», ha dichiarato la «madre» dello sposo Susan. «Probabilmente il primo in Irlanda del Nord. L’amore è amore». Siobhan ha fortunatamente ammesso che l’idea per un matrimonio tra cani è nata dopo  un paio di bicchieri di vino di troppo. Purtroppo, le due procaci «mamme» dei cagnolini in questione non sono rinsavite dopo la sbornia e l’iniziativa si è concretizzata con la decisione di raccogliere fondi per l’organizzazione benefica.

«Stavamo scherzando sull’acquisto di abiti coordinati per i cani, e poi abbiamo pensato agli abiti da sposa, ed è da lì che è nata l’idea», ha spiegato. «Gino e Bob sono stati “migliori amici” sin dall’inizio, sono semplicemente inseparabili. La mattina del matrimonio ero così nervosa; nervosa come solo può esserlo la madre dello sposo». A questo punto c’è da augurarsi che nessuna delle due abbia messo al mondo dei figli. Umani, per la precisione.

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Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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