Londra, 19 lug – Il Regno unito ha dichiarato di aver identificato i presunti autori dell’attacco al Noviciock all’ex spia sovietica Sergey Skripal, che insieme a sua figlia, lo scorso 4 marzo sono stati avvelenati con il gas nervino a Salisbury. Stando a quanto riferisce la Press association che cita una fonte vicina alle indagini, si tratterebbe di cittadini russi.
L’identificazione sarebbe stata possibile grazie alle immagini delle telecamere a circuito chiuso installate fuori dal supermercato dove Skripal e la figlia Jiulia sono stati ritrovati privi di conoscenza. Centinaia di agenti di Scotland Yard le hanno sottoposte a un controllo incrociato con i documenti di persone che sono entrate nel Paese in quel periodo. Di qui la sicurezza che si tratti di russi.
La svolta nelle indagini arriva in seguito a un secondo avvelenamento da Novichok che ha causato la morte di una donna di 44 anni e il ricovero del suo compagno. E anche se l’ufficialità è arrivata solo poche ore fa, la notizia della risoluzione del caso era già stata anticipata nelle scorse settimane dal quotidiano The Guardian.
Sul caso Skripal i rapporti diplomatici tra Russia e Regno Unito si sono pesantemente lacerati, tanto che era stato persino ventilato il boicottaggio dei mondiali di calcio da parte della squadra inglese. Da subito Londra ha accusato Mosca di aver avvelenato Skripal perché ritenuto colpevole di aver fatto il doppio gioco e di essere una spia anche al soldo dell’Mi6, l’intelligence britannica.
Otto anni fa l’uomo aveva ottenuto asilo politico nel Regno Unito, proprio perché la Russia ne aveva smascherato la sua duplice natura di agente segreto, che negli anni ’90 aveva venduto a Londra per 100 mila sterline l’identità di alcuni agenti russi che lavoravano in Europa. Mosca lo aveva condannato a 13 anni di carcere e nel 2010 l’allora presidente Dmitri Medvedev lo graziò, inserendolo in uno scambio di spie con gli Stati Uniti. Una volta arrivato a Londra con l’asilo politico di Skripal non si seppe più nulla, anche se il sui fratello maggiore, sua moglie e suo figlio negli ultimi due anni sono morti in circostanze misteriose. E pare che lo stesso Skripal temesse per la sua incolumità. Fin da subito gli investigatori hanno focalizzato le ricerche sulle persone di nazionalità russa che avrebbero avvicinato gli Skripal nel giorno dell’avvelenamento.
Il Cremlino, però, ha sempre negato ogni addebito e ha sostenuto con forza la sua estraneità ai fatti, proponendosi di collaborare alle indagini. Inoltre ci sono state molte perplessità sulle accuse a Mosca anche da parte della comunità di scienziati britannici, che hanno sempre ritenuto che fosse molto complesso gestire un agente nervino come il Noviciock.
Anna Pedri

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