Roma, 29 ott — Siamo, ancora una volta a raccontare quanto accade in Australia, nazione che, con la vicina Nuova Zelanda, si è trovata in sintonia per le misure di contenimento per la pandemia da covid-19, misure considerate tra le più draconiane al mondo delle quali abbiamo ampiamente scritto. Sul sito ufficiale del Ministero della Salute australiana si legge: “Il governo australiano ha implementato uno schema di richieste per consentire ai richiedenti idonei che hanno ricevuto un vaccino COVID-19 approvato dal TGA [l’equivalente dell’FDA americana NDA] di ottenere un risarcimento per eventi avversi riconosciuti correlati al vaccino da moderati a gravi. […] Abbiamo implementato uno schema di richieste di risarcimento per le persone che subiscono un impatto da moderato a grave a seguito di una reazione avversa a un vaccino COVID-19 approvato dal TGA.”.

E’ possibile scaricare il modulo MO063 Programma di reclamo sui vaccini Covid-19 direttamente da Services Australia, il sito che offre al cittadino australiano la possibilità di adempiere alle pratiche burocratiche del paese. E’ la stessa sezione del sito dedicata ai reclami che recita: “potresti essere in grado di ottenere supporto finanziario se hai subito danni a causa di un vaccino COVID-19 o della sua somministrazione”.

Risarcimento per gli effetti avversi del vaccino senza vie legali: un affarone

Il modulo di risarcimento, che offre ai cittadini australiani la possibilità di richiedere un rimborso senza passare dalle vie legali, consta di dieci pagine da compilare da parte di un sanitario facente funzione di perito: “Questo modulo deve essere compilato da un professionista segnalante (practitioner). Un praticante dichiarante è un medico registrato in Australia ed è qualificato (in riferimento alle proprie qualifiche professionali e perizia) per preparare una relazione sulle condizioni del paziente a seguito del danno subito, anche in relazione al trattamento richiesto”.

Ma in che maniera si giustifica il danno subito? Così ancora il sito ufficiale: “Per soddisfare la definizione di “danno”, il medico deve diagnosticarti una condizione idonea alla richiesta. Il tuo medico deve: constatare che il danno specifico che hai subito è stato molto probabilmente causato dal vaccino COVID-19 e che altre circostanze sono meno probabili, completare un rapporto medico sullo schema di richieste di risarcimento del vaccino COVID-19, che è necessario allegare alla richiesta”.

Alla richiesta di rimborso sarebbero ammissibili i seguenti effetti collaterali: per la somministrazione con AstraZeneca Vaxzevira reazione anafilattica, trombosi con sindrome da trombocitopenia, sindrome da perdita capillare, disturbi demielinizzanti inclusa la sindrome di Guillain Barre (GBS), trombocitopenia, inclusa la trombocitopenia immunitaria. Per la somministrazione con Pfizer/Biontech Comirnaty o Moderna Spikevax miocardite e pericardite.

Pagano pure il funerale: come rifiutare ora?

Tra i vari rimborsi disponibili anche quello estremo, ossia quello di eventuale morte: “In caso di morte potresti avere diritto al pagamento e al sostegno per le spese funebri. Effettueremo questo pagamento all’eredità del defunto”.

Le acque intorno alla cappa (Marcello Venziani cit.) sanitariamente corretta – che si badi bene questo altro non è che l’estensione dell’egemonica ideologia di dominio, il Politicamente Corretto – prodotta da due anni di martellamento mediatico, sembrano smuoversi: prima le dichiarazioni della referente della Pfizer in Europa, la quale ha dovuto sostenere che non sono stati fatti test sulla trasmissibilità della malattia da parte dei vaccinati, smascherando definitivamente la vulgata imperante promossa anche da capi di Stato sulla necessità morale e sociale di vaccinarsi e di accettare una discriminazione sociale brutale, e ora questa notizia dalla terra dei canguri.

Quello che lascia sconcertati, non è solo la scarsa diffusione di notizie di questo tipo, ma anche la reazione, apparentemente rassegnata o addirittura disinteressata, da parte dell’opinione pubblica. Le persone sembrano dividersi tra chi non ha nessuna intenzione di vedere a che gioco si sono prestati e chi, invece, ha mantenuto quel barlume di umanità e, nonostante le vessazioni a norma di legge, ha tutelato quello che lo rende ancora vivo: lo spirito critico e la pretesa di vivere e non solo sopravvivere.

Valerio Savioli

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