Roma, 25 set – Pur vivendo in una nazione che è un grosso produttore di petrolio e gas, la metà della popolazione della Nigeria, circa 90 milioni di persone, non ha ancora accesso all’energia elettrica. Chi al contrario ce l’ha, deve fare i conti con frequenti blackout che costringono molti nigeriani a usare generatori diesel, i quali oltre ad essere costosi son pure inquinanti. Il governo di Abuja ha capito che questa situazione è insostenibile e per tale motivo sta cercando 10 miliardi di investimenti per finanziare un piano che punta non solo a fornire elettricità a chi ne è privo, ma anche a usare fonti rinnovabili.

Nigeria, non solo energia elettrica: il piano del governo

Nel breve termine il governo punta a costruire centrali a gas per incrementare la produzione di energia, ma entro il 2060 mira a produrre tutta l’energia da fonti rinnovabili. Per garantire l’accesso alla rete elettrica a tutte le regioni che ne sono prive, la Nigeria intende costruire nello specifico nuove centrali solari, una scelta per certi versi obbligata visto che permette di produrre energia usando soluzioni off-grid che non prevedono costosi collegamenti alla rete elettrica nazionale.

Con lo sviluppo delle rinnovabili, il governo nigeriano prevede inoltre la creazione di 340mila posti di lavoro entro il 2030, che dovrebbero salire a 840mila entro il 2050. Occupazioni che saranno principalmente nella produzione di energia, di auto elettriche e di cucine elettriche. L’altra faccia della medaglia riguarda però il possibile taglio di posti di lavoro nel settore petrolifero. Per questo sono molti a chiedere che il governo di Abuja vari un piano per ricollocare questi lavoratori.

Giuseppe De Santis

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