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Pechino, 21 lug – La censura cinese si abbatte anche sulla musica pop. Justin Bieber non è persona gradita in Cina perché non si comporta bene. È un cattivo esempio, ha comportamenti scorretti, e l’ufficio della cultura cinese ha annunciato che al cantante non verrà dato il permesso di esibirsi nella Repubblica Popolare, per via del suo comportamento diseducativo fuori dal palco, che avrebbe provocato malcontenti nel pubblico.



La nota dei censori del Dragone parla chiaro: apprezzano le doti canore di Biber, ma “al fine di mantenere ordine nel mercato cinese e purificare le arti della performance, non è opportuno introdurre animatori di cattivi comportamenti”. Il divieto di esibirsi non è definitivo e i cinesi confidano che il giovane cresca e maturi: “Speriamo che, crescendo, sia in grado di migliorare la sua condotta e che trovi nuovamente il favore del pubblico” continua la nota dell’ufficio della cultura. Probabilmente i censori devono aver ascoltato attentamente i testi delle sue canzoni, in particolare il verso che dice “Mi servirebbe solo un’altra possibilità”. Forse arriverà, ma non ora.

Nel 2014 fece scalpore ad esempio, il fatto che venne arrestato per essersi messo ubriaco al volante di una Lamborghini presa a noleggio con l’obiettivo di prendere parte a una gara clandestina. Ma questo fatto non avvenne in Cina. Quello che ai comunisti cinesi non è proprio andato giù sono stati i modi di fare del cantante canadese nel corso del suo ultimo tour in Cina, nel 2013, quando Bieber si fece portare a spalle dalle sue guardie del corpo sulla Grande Muraglia. Un comportamento preso male dai cinesi, ma che suscitò scalpore anche all’estero.

Ma Justin Bieber è solo l’ultimo personaggio famoso, esponente della cultura occidentale, che è stato colpito dalla censura cinese. Anche Lady Gaga, Selena Gomez, Bon Jovi, Maroon 5, Linkin Park e Bjork sono solo alcuni dei nomi finiti sulla lista nera cinese per le proprie idee in merito al Dalai Lama e non sono benvoluti nel Paese.

 

 

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