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FemenKiev, 25 gen – Una delle fondatrici delle Femen, Jana Zhdanov, ha dichiarato alla rivista “Apostrof” che il movimento di fatto “non esiste più”. Secondo la Zhdanov le proteste estemporanee inscenate negli ultimi mesi non hanno nulla a che vedere con lo spirito iniziale del gruppo femminile, particolarmente accanito contro Vladimir Putin. Le appartenenti alle Femen nascono in Ucraina nel 2008 e manifestano solitamente mostrando i propri corpi nudi. Jana Zhdanov ha affermato nell’intervista che adesso “non sono più un’organizzazione, ma uno stile di protesta che ora però viene preso in prestito da altri”. In pratica, una delle fondatrici ha decretato la morte del movimento, precisando che la squadra organizzatrice non è più operativa dal 2015. “Siamo naufragate in mezzo al mare”, ha detto poi la Zhdanov.

Sempre secondo la fondatrice però, alla base del naufragio ci sarebbero vari motivi: la conflittualità interna, l’incapacità di identificare una leader e la mancata ripartizione dei finanziamenti che giungevano al gruppo. Ed è proprio quest’ultimo punto che ha sempre destato più di qualche sospetto nei confronti del movimento femminista. Stando all’inchiesta della giornalista Daryna Chyzh, le appartenenti ucraine al movimento percepivano un compenso di circa 2500 euro mensili. In un Paese in cui tra l’altro lo stipendio medio non supera i 500 euro.

Pare inoltre, come ventilato da molti, che le Femen usufruissero di lauti finanziamenti da parte di personaggi dello spettacolo, imprenditori e non solo, europei e americani. La “rivoluzione” insomma in certi casi è solo un pranzo di gala. E adesso le vallette sono più nude che mai.

Eugenio Palazzini

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