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Roma, 1 mar – Il “sultano” turco ha un problema: la Siria non ha la benché minima intenzione di regalargli Idlib, città non lontana dal confine con la Turchia e su cui Ankara pretenderebbe di esercitare una sovranità che non gli spetta. Così Erdogan, dopo aver sostenuto e armato per anni i gruppi jihadisti adesso assediati dalla truppe di Damasco, ha deciso di aprire la frontiera con la Grecia. L’ennesimo ricatto, un modus operandi già visto che dovrebbe suscitare reazioni decise da parte dei governi europei. Invece la Grecia, ancora una volta, è lasciata da sola a gestire una situazione che nelle ultime ore si sta facendo sempre più esplosiva. Oggi almeno 2mila persone sono infatti arrivate alla frontiera tra Turchia e Grecia, grazie alla gentile concessione del “sultano”.

E’ stato permesso a migliaia di immigrati provenienti da Istanbul, tra cui siriani, afghani e iracheni, di marciare indisturbati attraverso i campi diretti al valico di frontiera di Pazarkule. Già ieri 4mila persone avevano tentato di attraversare il confine greco, obbligando gli agenti antisommossa di Atene a rispondere con gas lacrimogeni. Pochi giorni fa, dopo gli scontri verificatisi nelle isole greche, il governatore della regione del Nord Egeo, Kostas Moutzouris, aveva avvertito: “Potrebbero arrivare ancora molte persone. La primavera è alle porte e il tempo migliorerà. Ma poi molto dipende dagli umori di Erdogan, della Turchia. Erdogan ci gioca con questo. Vuole i soldi dell’Unione Europea e controlla il flusso di persone”.

La risposta greca al ricatto di Erdogan

Il ministro dell’Interno turco, Suleyman Soylu, ha scritto su Twitter che fino a questa mattina sono già 76.358 gli immigrati che hanno lasciato lasciato il nord della Turchia, attraverso la provincia di Edirne, al confine tra Grecia e Bulgaria. E’ probabile che la cifra sia appositamente gonfiata dalle autorità di Ankara, per spaventare ancora di più l’Europa. Eppure non sono numeri inverosimili, visto che la Turchia ospita 3,6 milioni di profughi e negli ultimi anni è salito in modo particolare il numero di afghani arrivati nel Paese. L’organizzazione internazionale per le Migrazioni (Oim) parla 13mila profughi giunti al confine con la Grecia. Le cifre sono dunque contrastanti, ma è chiarissimo che si tratta di migliaia di immigrati decisi a passare la frontiera.

Il governo greco ha annunciato di aver bloccato quasi 10mila persone che cercavano di entrare dal confine turco in seguito all’apertura annunciata da Erdogan. “Dalle 6 di sabato mattina alle 6 di stamani, sono stati impediti 9.972 ingressi di irregolari nella zona di Evros”, ha detto una fonte del governo greco. Mentre le autorità delle isole greche, in cui i centri di accoglienza stanno per esplodere, alzano la voce: “Non permetteremo un’altra invasione”.

Eugenio Palazzini

7 Commenti

  1. E’ l’ ora di farci riconoscere una volta per tutte dai greci, proponendogli in caso di necessità vera solidarietà militante.

  2. ma come si fa’ a dichiararsi SOCIALI mentre fate campagne contro i rifugiati siriani che scappano da una guerra che NOI OCCIDENTALI ABBIAMO SCATENATO.dovreste come giornalisti fare una campagna contro le sanzioni italiane alla Siria,l’eroico popolo siriano non s’e’ piegato,la mesopotamia sta’ ancora in piedi,ma non grazie a slogan e cazzate che sparate voi,oramai appiattiti sulla lega.i siriani vanno accolti,aiutati,rifocillati,perche’e’ grazie al loro esempio se abbiamo ancora qualche speranza.lunga vita al l’ultimo partito ba’th,lunga vita ad assad e a tutti i siriani.

    • Certo il “problema” non è la Siria (che andrebbe aiutata dopo tutti gli orrori), quanto la Turchia che gioca sporco sempre (abbiamo già dimenticato l’ Armenia?) e che ci pressa con rifugiati od altro?
      E gli Occidentali non scatenano niente da un pezzo perché tramontati!

  3. Non si tratta solo di siriani che poi rimane una percentuale assai ridicola, ma di afgani iracheni, pachistani, e bangla, se poi tu ti bevi ogni cavolata che leggi in giro e solo un problema tuo

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