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Roma, 1 gen – L’Angola è il quarto produttore di diamanti al mondo ma, nonostante le enormi riserve, ne ha tratto pochi benefici perché le sue esportazioni sono costituite prevalentemente da diamanti non lavorati, che vengono puliti e tagliati altrove. Questo ha impedito alla nazione africana di beneficiare del valore aggiunto creato dal taglio delle preziose pietre e dal loro utilizzo in gioielli e altri prodotti di alta fascia, privando il Paese di preziose entrate Per tale motivo il governo ha deciso di offrire incentivi per aggiungere valore alla produzione di diamanti, una politica che sta iniziando a dare i suoi frutti.

Un nuovo laboratorio per il taglio dei diamanti

Poche settimane fa è stato aperto un laboratorio da parte della multinazionale indiana KGK che si pone come obiettivo di lavorare 100mila carati di diamanti l’anno. KGK ha investito in questo laboratorio cinque milioni di dollari ma non è l’unico investitore, visto che conta le partecipazioni dell’Angola’s National Diamond Trading Company, che detiene il 5% del capitale, e Unpolished Stone Trading con una partecipazione del 30%. All’inaugurazione della struttura ha partecipato il ministro per il petrolio e le risorse minerarie Diamantino Pedro Azevedo.

Fondato nel lontano 1905, il gruppo KGK ha il suo quartiere generale a Hong Kong si occupa di estrazione, pulitura e taglio di diamanti nonché di produzione e vendite di gioielli. Nel continente nero è attivo a 25 anni in Sudafrica, Namibia e Botswana. Adesso sbarca in Angola, dove punta ad accrescere il suo investimento a 60 milioni di dollari nel 2020 e 82,5 milioni di dollari nel 2021.

Il direttore di KGK Angola Sandeef Kothari ha dichiarato che i cinque milioni di dollari investiti in questo laboratorio – equipaggiato con le più avanzate apparecchiature di taglio di diamanti al mondo – sono parte di un investimento più ampio di 25 milioni di dollari che potrebbe essere esteso in altri settori.

L’investimento fa parte della visione del presidente dell’Angola Joao Lourenco di creare posti di lavoro altamente qualificati tramite investimenti che hanno lo scopo di aggiungere valore a quelli che sono i prodotti minerari locali. Attorno al laboratorio si creeranno infatti almeno duecento nuovi posti di lavoro altamente qualificati.

Giuseppe De Santis

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