Kessab, 18 feb – Un lungo muro bianco taglia la sterpaglia tra le montagne a nord di Latakia, tracciando uno dei confini più labili del Medio Oriente. Solitaria, oltre i pini inverniciati col tricolore siriano, sventola la bandiera con la mezzaluna turca. A Kessab, sui cartelli che indicano le direzioni possibili, Aleppo o Turchia, si intravedono ancora le scritte minacciose dei jihadisti che due anni fa occuparono questo remoto villaggio armeno di Siria. “Hanno attraversato indisturbati la frontiera – ci dice Nassuh, il colonnello dell’esercito siriano che presidia la zona con i suoi giovani soldati – e hanno compiuto una carneficina. La gran parte degli abitanti sono stati uccisi, non hanno risparmiato neppure i bambini e le donne, amazzate senza pietà dopo essere state violentate. Questi non sono uomini, sono bestie“.
https://www.youtube.com/watch?v=eS7-X1YipFo&feature=youtu.be
Una masnada di terroristi composta da milizie turcomanne armate da Ankara, dai jihadisti di Jabat Al Nusra, rinominatosi

di Eugenio Palazzini
Video e Foto Davide Di Stefano e Alberto Palladino