Roma, 11 mag –  Stop ai flussi di gas russo verso l’Europa attraverso uno dei due punti di ingresso chiave in Ucraina da oggi mercoledì 11 maggio, “poiché le forze di occupazione interrompono le operazioni“. A dare l’annuncio il gestore statale della rete di gas naturale ucraino Gtsou, secondo quanto riporta Bloomberg. Una decisione clamorosa che suona come una pressione da parte dell’Ucraina, armata da Ue e Nato, nei confronti dell’Europa. Sarebbe fin troppo ingenuo non pensare che la chiusura dei rubinetti non sia un invito – chiamiamolo così – nei confronti di Bruxelles di sanzionare il gas russo. Anche perché, senza gas l’Ue finisce in ginocchio.

Kiev chiude uno dei due rubinetti del gas russo per l’Europa

Quasi un terzo del gas che dalla Russia attraversa l’Ucraina per poi giungere in Europa passa attraverso la stazione di compressione di Novopskov sul gasdotto Soyuz, che arriva in Ucraina nel punto di ingresso di Sokhranivka al confine con la Russia. Lo afferma S&P Global. L’operatore ucraino Gtsou ha dichiarato che passano attraverso il compressore fino a 32,6 milioni di metri cubi al giorno. Per l’operatore la “forza maggiore” è stata causata dall’occupazione russa della stazione di compressione che ha portato a dei cambi nelle operazioni, incluso il ritiro non autorizzato di gas dal flusso di transito. Tutto ciò “ha messo in pericolo la stabilità e la sicurezza dell’intero sistema di trasporto del gas ucraino”.

Il gestore statale ucraino afferma di aver “più volte informato Gazprom dei problemi dovuti all’occupazione russa”

“Queste azioni nell’ambito del contratto di transito sono circostanze di forza maggiore che rendono impossibile adempiere agli obblighi a Sokhranivka e alla stazione di compressione di confine Novopskov che non è attualmente controllata da Gtsou”. “La compagnia – si legge nella nota – ha ripetutamente informato Gazprom delle difficoltà del transito causate dalle azioni delle forze di occupazione russe e ha chiesto la fine delle interferenze nel funzionamento delle strutture, ma questi appelli sono stati ignorati”, spiega Gtsou.

L’azienda russa smentisce: “Nessuna causa di forza maggiore”

Gazprom, dal canto suo, smentisce le motivazioni addotte dal gestore pubblico ucraino per l’interruzione del flusso. Il gigante energetico russo dichiara di non aver ricevuto alcuna conferma delle circostanze di forza maggiore, di non vedere alcun ostacolo per continuare il lavoro nella modalità precedente. Nel dettaglio, “i tecnici specializzati ucraini hanno lavorato tranquillamente al Sokhranovka Gis e al Novopskov Cs per tutto questo tempo e possono continuare a farlo, il transito attraverso Sokhranivka è stato fornito integralmente, non ci sono stati reclami da parte delle controparti e continuano a non essercene”, si legge in una nota di Gazprom.

Gazprom che non si può smistare gas come chiesto dall’Ucraina

Ma, fatto ancora più importante, Gazprom spiega che non può smistare il flusso come chiesto dall’Ucraina. “Il trasferimento dei volumi alla stazione di Sudzha, sulla base dello schema di flusso russo, è tecnologicamente impossibile. La distribuzione dei volumi è chiaramente indicata nell’accordo di cooperazione del 30 dicembre 2019 e la parte ucraina ne è ben consapevole”, sottolinea. In soldoni, quel gas bloccato dall’Ucraina, in Europa non ci può arrivare. Secondo l’agenzia russa Ria Novosti, il flusso totale attraverso l’Ucraina pertanto diminuirà del 18%.

In generale, Gazprom ci tiene a ribadire di adempiere pienamente a tutti i suoi obblighi nei confronti dei consumatori europei. Fornendo gas per il transito in conformità con il contratto e l’accordo con l’operatore, i servizi di transito sono interamente pagati. Insomma, l’azienda russa la parte sua la fa.

Ecco i numeri del flusso attraverso l’Ucraina

Qualche cifra. Il totale delle consegne russe attraverso l’Ucraina a marzo ha raggiunto i 110 milioni di metri cubi al giorno. In linea con gli obblighi contrattuali di Gazprom nell’ambito dell’accordo di transito quinquennale con l’Ucraina firmato a dicembre 2019, sebbene i volumi di transito siano diminuiti ad aprile. In base a tali accordi di transito, spiega S&P Global, Gazprom ha accettato di far transitare 65 miliardi di metri cubi di gas attraverso l’Ucraina nel 2020 e 40 miliardi di metri cubi/anno nel periodo 2021-24, ben al di sotto del recente picco di transito di 94 miliardi di metri cubi nel 2017. Nel 2021 Gazprom ha consegnato 41,6 miliardi di metri cubi di gas attraverso l’Ucraina.

Adolfo Spezzaferro

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5 Commenti

  1. Siccome è arrivata la primavera, si usa meno gas per il riscaldamento…, nelle case moderne che debbono diventare pure post-moderne.

  2. TEPPISTI, CANAGLIE, MA STIAMO SCHERZANDO ???????
    RIAPRITE IL GAS! !!1!!
    DEVO FARMI IL MINESTRONE, DEVO FARMI LA CASSOEULA !!!!!!!11!1
    O DOBBIAMO FORSE AIUTARE PUTIN ????!!!!!

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