Roma, 11 mag – Nella bufera il senatore di FdI Lucio Malan per aver associato le mascherine Ffp2 alla P38, la pistola simbolo degli anni di piombo. Una vera e propria bagarre è scoppiata in commissione Affari costituzionali al Senato, dove questa mattina si è tenuta una discussione sul decreto legge Riaperture.

Malan: “Mascherina Ffp2 come la P38”. E scoppia la bufera

Fonti parlamentari presenti alla seduta raccontano che nel suo intervento, Malan, criticando le mascherine Ffp2, avrebbe fatto un gioco di parole (e di numeri) chiamandole “Fp38”. Un riferimento all’arma utilizzata dalle Brigate rosse negli anni ’70. Apriti cielo: il presidente della commissione interviene per censurare le dichiarazioni dell’esponente FdI. Malan prende nuovamente la parola e prova a smorzare le polemiche: anche una mascherina può provocare danni, era ovviamente il senso del suo ragionamento. Ma non basta: gli animi di scaldano e diversi senatori, tra cui il 5 Stelle Danilo Toninelli, vanno all’attacco. In tempi di guerra è inopportuno evocare le armi. Alla fine, dopo la bufera Malan si scusa.

Malan dà la sua versione dei fatti

Interpellato dall’Adnkronos, Malan dà la sua versione dei fatti. “Ho fatto notare come i nostri rappresentanti, il premier Draghi e il ministro Di Maio, a Bruxelles abbiano abbracciato senza distanziamento leader di altri Paesi, senza indossare la mascherina. Come possono poi imporre in Italia mascherine a bambini di sei anni?”. Ma perché ha paragonato le mascherine alle P38? “Nessun paragone. Ho detto Ffp2, poi per paradosso ho iniziato un elenco parlando di Fp48, Fp38… Su questo ci sono stati interventi polemici. Ma io ho chiarito che da parte mia non c’era nessuna intenzione di evocare positivamente quell’arma e tantomeno chi la usava. Ho chiesto scusa, se la cosa può essere suonata a qualcuno come offensiva”, conclude Malan. Era più carina la battuta, in verità. Anche perché la mascherina, obbligatoria praticamente solamente in Italia, oramai con tutta la buona volontà – mentre l’hanno tolta pure dai voli Ue – non può evocare serenità.

Ludovica Colli

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6 Commenti

  1. Chappy è un brano musicale scritto da Riccardo Zara ed inciso da I Cavalieri del Re come sigla dell’anime La maga Chappy. Il brano venne rimaneggiato per tre volte prima di giungere alla versione definitiva; Riccardo Zara mantenne la musica per l’anime Chappy riadattando il testo ma, al telefono con Olimpio Petrossi che gli comunicava le sinossi degli anime su cui comporre i testi, comprese male il sesso del protagonista scambiandolo per un maschio, scrivendo Chappy lo stregone. Una volta compreso l’errore venne realizzata la versione definitiva della sigla.

    https://www.youtube.com/watch?v=K5Aaowz5FqQ

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