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Roma, 8 nov – Il caso Weinstein sta sfuggendo di mano ed è ormai diventato globale. E se da un lato si configura per una vera e propria caccia al maschio, con accuse vecchie di decenni rilanciate acriticamente senza riscontri, in alcuni casi va a toccare anche esponenti dello spettacolo e della cultura molto ben introdotti nel pensiero unico. È il caso di Tariq Ramadan, un popolare studioso dell’Islam, accusato di stupro in Francia e di abusi sessuali su ex studentesse in Svizzera. In Francia la procura di Parigi indaga per “stupro, aggressione sessuale, violenze e minacce di morte” dopo la denuncia del 20 ottobre scorso dell’ex salafita divenuta scrittrice e militante della laicità, Henda Ayari che ha detto di essere stata violentata a margine di una convention musulmana a Lione nel 2012.

“So che mi colpirà con i suoi numerosi appoggi e che sto per attraversare una grossa tempesta ma non intendo più tacere, tantomeno far marcia indietro in nome di tutte le donne vittime”, spiega la Ayari che nel frattempo è diventata presidente dell’associazione femminista Libératrices. Una seconda denuncia per stupro è arrivata pochi giorni dopo da una francese convertitasi all’Islam, che ha preferito restare anonima per paura di ritorsioni. L’Università di Oxford ha annunciato la sospensione di Ramadan per consentire a costui di “rispondere alle gravi accuse” di cui è oggetto.

Ramadan, spesso in prima fila nella battaglia contro “l’islamofobia”, è una personalità controversa. Nipote del fondatore dei Fratelli musulmani, in Francia è stato spesso accusato di tenere un “doppio linguaggio”, cioè di essere moderato in pubblico e fondamentalista in privato. Caroline Fourest lo ha accusato di essere un “maestro del doppio linguaggio”, che dichiara una cosa al pubblico non musulmano e un’altra al pubblico musulmano. La Fourest ha pubblicato nell’ottobre 2004 il libro Frère Tariq nel quale afferma che, nella ventina di opere scritte da Tariq Ramadan, e nella maggior parte delle conferenze registrate in cassette, Tariq Ramadan appare più come un integralista che un riformista.

Giuliano Lebelli

2 Commenti

  1. …..è nella”filosofia” del Corano il doppio linguaggio…..Non fanno altro che attenersi agli insegnamenti del ”profeta”…..

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