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orfanotrofiRoma, 17 gen – Siete indecisi sulla meta per le vostre prossime vacanze? Perché non lasciate perdere la Sardegna, Ibiza o le Seychelles e non vi recate invece in un bell’orfanotrofio? Sono ben 19 le agenzie turistiche che offrono servizi di questo tipo e l’organizzazione olandese Beter Care Network che collabora con l’Unicef, ha chiesto che venga aperta un’indagine in proposito. “Prima di tutto – ha dichiarato al quotidiano olandese l’Ad, Lotte Ghielen, portavoce di Beter Care – non si tratta soltanto di orfani, in quanto sembra che l’80% abbia ancora almeno un genitore in vita anche se spesso non può provvedere al mantenimento del proprio figlio. In secondo luogo sorge il dubbio che il denaro richiesto per la visita finisca nelle mani degli operatori turistici. Ma non per aiutare queste strutture, a volte tenute in pessime condizioni proprio per suscitare maggior pietà; e quindi donazioni più generose. Ai bimbi si chiede persino di cantare per i visitatori e di regalare loro dei disegni”.



Insomma, bimbi svantaggiati usati come attrazione turistiche, la povertà che diventa paradossalmente una virtù (che quindi non ha bisogno di essere “sanata”, dato che c’è chi mangia sopra). Il direttore di uno di questi orfanotrofi a Pahsanten (Bali), Theo Mariano, ha però replicato: “Non ci vedo nulla di male se i turisti vengono a visitarci e, a maggior ragione, se ci fanno un’offerta. E neppure se i nostri bambini cantano una canzone per loro. Oltre tutto la nostra situazione finanziaria è controllata da una società olandese”.

Roberto Derta

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