Città del Messico, 20 set – Potrebbero essere mille i morti del violentissimo terremoto che ha colpito ieri sera il Messico. Almeno questo è quanto teme il presidente Pena Nieto, supportato dalle stime dell’US Geological Survey, l’istituto geologico statunitense, che ha parlato di evento “arancione” per quanto riguarda le vittime e di evento “rosso” per l’impatto economico che potrebbe costare al Messico perdite fino a 10 miliardi di dollari.

Al momento i morti accertati sono 248, di cui oltre la metà nella Capitale, dove 20 bambini sono rimasti uccisi dal crollo di una scuola. 4 milioni i messicani rimasti senza corrente elettrica. Anche l’aeroporto di Città del Messico è stato chiuso, molti ospedali sono stati fatti evacuare, interi pezzi di autostrada sono andati distrutti.

La magnitudo della scossa che ha fatto sbriciolare case e palazzi è stata di 7,1 e ha colpito la parte centrale del Paese. L’epicentro è stato localizzato a pochi chilometri da Chiautla de Tapia, a Puebla, a 50 chilometri di profondità. A causa delle fughe di gas provocate dalla scossa si sono verificate alcune esplosioni, che hanno ulteriormente danneggiato gli edifici. Solo a Città del Messico sono crollati 40 palazzi per intero, inghiottendo quanti erano al loro interno.

Quello che si è verificato ieri alle 13.14, quando in Italia erano da poco passate le 20, è il secondo grave evento sismico in Messico nel giro di pochi giorni. Il 7 settembre scorso, infatti, una scossa di magnitudo 8,2 ha ucciso 100 persone. Ma tutti ricordano l’altro devastante terremoto che ha devastato il Paese. Quello del 1985, che si è verificato anche allora il 19 settembre. Nella tragedia morirono 10 mila persone. Quando ieri la terra è tornata a tremare, in maniera ancora più forte rispetto al 1985 secondo alcuni testimoni, molte persone erano da poco tornate dalle celebrazioni per il 32esimo anniversario di quel terremoto, considerato il più forte mai registrato in Messico.

Di seguito un video delle devastazioni causate dal sisma

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