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Stoccolma, 28 gen – Si è spento alla veneranda età di 91 anni lo svedese Ingvar Kamprad, uno dei più ricchi e capaci imprenditori del dopoguerra. Nipote di emigrati tedeschi, Ingvar cominciò la sua attività da commerciante già a 5 anni, vendendo fiammiferi. Arrivato all’età di 17 anni, fondò il mobilificio Ikea che, a partire dagli anni Cinquanta, iniziò la vendita di mobili economici da montare direttamente a casa. Questa intuizione di Kamprad lancerà la sua azienda a livelli mondiali e rivoluzionerà tutto il commercio del settore.
Kamprad, che ha vissuto a lungo in Svizzera (1977-2014), aveva qualche anno fa lasciato le redini di Ikea in mano ai suoi figli, ritirandosi dunque a vita privata nel suo luogo natio, la piccola cittadina svedese Älmhult (poco meno di 10 mila abitanti). Ad oggi Ikea dispone di un fatturato annuo di 34 miliardi di euro e dà lavoro a circa 149 mila dipendenti. Il patrimonio privato della famiglia Kamprad, invece, si attesta sui 40 miliardi di euro, frutto di anni di successi imprenditoriali.
Decritto come un tipo austero e riservato, su Ingvar Kamprad pesava il suo passato di simpatizzante nazionalsocialista. Era il 1994, infatti, quando morì Per Engdahl, il leader di Nysvenska Rörelsen (Nuovo Movimento Svedese), un’organizzazione nazionalsocialista attiva nel Paese scandinavo. In quell’occasione si venne a sapere che Kamprad militò nel movimento, rimanendo amico di Engdahl anche nel dopoguerra. Lo stesso Kamprad ammise la sua militanza nazista e il suo filo-fascismo, definendoli «il più grande errore della mia vita». Tuttavia, ci tenne a precisare che le sue simpatie si rivolgevano più ai fascisti europei che non ai nazionalsocialisti, «più a Mussolini che all’altro tipo [Hitler, ndr]».
Ciò nondimeno, l’autrice Elisabeth Asbrink ha pubblicato nel 2011 un volume che – sulla scorta di informazioni dei servizi segreti svedesi – mette in luce il coinvolgimento di Kamprad in formazioni di destra radicale anche negli anni Cinquanta inoltrati. Secondo la Asbrink, Kamprad intrattenne rapporti di collaborazione con militanti nazionalsocialisti più a lungo di quanto il fondatore di Ikea non abbia ammesso.
Federico Pagi

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3 Commenti

  1. Viste le ultime campagne pubblicitarie televisive di ikea avrei detto il contrario…….. in ogni caso ha dato lavoro e possibilità di benessere a tante persone.

  2. Vorrei segnalarvi questo spot norvegese, che denigra e ridicolizza gli italiani e il loro rapporto con la madre. Gente che non riesce ad esprimere le emozioni senza un litro di alcol in corpo, che si permette di umiliare la nostra umanità. Avessimo una classe politica vera, sarebbe da incidente diplomatico.
    Personalmente d’ora in poi cercherò di boicottare la Norvegia più che posso.
    https://www.youtube.com/watch?v=SqufplokB4I

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