Roma, 29 gen – Dopo la pubblicazione della nostra inchiesta in cui si analizzavano le organizzazioni che in Europa apertamente sostengono e foraggiano l’immigrazione clandestina, nello specifico le tedesche Fluchthelfer e Peng Berlin, ci sono stati diversi curiosi accadimenti.
Avevamo scoperto che gli “agent escape”, ovvero chi aiuta i migranti irregolari a passare le frontiere per raggiungere la Germania e l’Austria, sono indottrinati, coordinati e finanziati dalla misteriosa e attivissima Fluchthelfer, a sua volta legata e finanziata da Peng Berlin, organizzazione composta da giovani esponenti della sinistra radicale anticapitalista tedesca, Paul von Ribbeck, Gloria Spindle e Ruben Neugebauer. Ricordiamo che von Ribbeck è il titolare del dominio internet di Fluchthelfer, che Neugebauer è anche il responsabile media di Sea-Watch, e che Peng Berlin continua a ricevere donazioni a favore della rete di “agent escape”.


Ci troviamo quindi di fronte ad un vero network di organizzazioni che dalla Germania muove i fili dell’immigrazione clandestina in Europa, agevolando la “libera circolazione” dei migranti a cui sono state negate le protezioni internazionali.
L’ideologia su cui Peng Berlin basa le proprie campagne di propaganda sono scontate: rifacendosi al pensiero dell’estrema sinistra radicale tedesca, lo stesso peraltro delle connazionali ONG operanti nel Mediterraneo Sea-Watch, Mission Lifeline e Jugend Rettet, Peng Berlin si batte contro il capitalismo internazionale, per l’abbattimento dei confini nazionali, per la sorosiana “società aperta, e contro le forme occidentali di oppressione (ovviamente senza mai attaccare i veri responsabili della sopraffazione mondiale).

Ma cosa è successo dopo la pubblicazione dell’articolo “Quel misterioso network tedesco che aiuta i clandestini a passare i confini”? Siamo stati contattati in privato dai responsabili di Peng Berlin che, in modo sarcastico, hanno dichiarato “di non essere interessati al giornalismo populista italiano” e di non aver assolutamente nessun timore delle forze dell’ordine e della nuova task force contro il traffico di esseri umani del ministero degli Interni austriaca guidata dal Colonnello Gerald Tatzgern. Ci chiediamo quindi la motivazione di una simile certezza di impunità dell’organizzazione berlinese: stiamo parlando del possibile reato di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina” commesso in diversi stati europei. Chi si nasconde dietro ai ragazzi ben indottrinati che prestano il loro volto a Peng Berlin? Chi è il vero mandante?

Lo scorso 26 gennaio, Peng Berlin pubblica sul suo account Twitter un post che recita: “Se il tuo video, che è stato celebrato a livello nazionale da tutti i media nel 2015, è stato censurato da YouTube nello stesso Paese nel 2018, ti rendi conto che la politica sta diminuendo la libertà; il video a cui l’organizzazione si riferisce è quello pubblicato sulla homepage del sito di Fluchthelfer, chiaro esempio di propaganda e di arruolamento degli “escape agent” in Europa[1].


L’oscuramento del video di Fluchthelfer è avvenuto esattamente dopo 9 giorni dalla pubblicazione del nostro articolo precedente e dopo aver inviato il materiale raccolto al Colonnello Gerald Tatzgern. Semplice casualità temporale o finalmente qualcosa si sta muovendo per fermare il traffico di migranti irregolari in Europa? Successivamente, nei commenti al post su Twitter, Peng Berlin (pubblicamente e senza nessuno scrupolo) chiede spiegazioni a Ralf Bremer: “Caro Ralf Bremer, sai cosa sta succedendo lì? Non si censura così”.

Dopo solo due giorni e un veloce interessamento riguardo alla questione, Ralf Bremer scrive a Peng Berlin: “Il video è di nuovo in esecuzione. Grazie ancora per la segnalazione”.

Ma chi è Ralf Bremer? Un attivista per i diritti umani? Un sostenitore no border che manifesta alla frontiera austriaca? Un fautore della disobbedienza civica? Un terribile hacker che viola i siti riservati delle corporation mondiali? No. Ralf Bremer è dal 2010 il Senior Communication Manager di Google.

Ma come, gli odiatori del capitalismo occidentale di Peng Berlin si lagnano e chiedono aiuto ad un manager di una delle multinazionali più potenti del mondo, proprietaria di YouTube? E come mai un manager di Google in soli due giorni risolve solertemente il “problema” dell’organizzazione berlinese? Come abbiamo verificato, Ralf Bremer ha conosciuto alcuni attivisti di Peng Berlin in seguito all’azione dimostrativa all’interno di una delle più importanti conferenze sulla tecnologia del 2014 in cui “hanno presentato alcune nuove e raccapriccianti invenzioni” alla platea fingendosi dipendenti di Google”.

Riprendiamo alcune dichiarazioni di due dei legali rappresentanti di Peng Berlin rilasciate all’indomani dell’azione dimostrativa ai danni di Google: Ruben Neugebauer e Paul von Ribbeck hanno affermato che “Una compagnia con così tanto potere non può esistere, per questo l’abbiamo scelta. Deve essere distruttae riguardo al manager di Google hanno dichiarato che “Subito dopo l’azione dimostrativa (del 2014), Ralf Bremer, il PR di Google, è venuto da noi e ci ha chiesto perché non glielo avessimo detto, visto che avremmo potuto collaborare. Gloria Spindle (terzo legale rappresentante di Peng Berlin) si limitò a ridergli in faccia”[2]. Singolare che a distanza di nemmeno quattro anni, Bremer sia diventato il soccorritore di Peng Berlin, accorso in loro aiuto dopo un piccolo cenno.

La vicenda ricorda molto quella dell’organizzazione Jugend Rettet, ancora indagata dalla Procura di Trapani per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: i ragazzi dell’organizzazione sono tutti appartenenti alla ricca borghesia tedesca ma ispirati dall’ideologia della sinistra radicale e anticapitalista, e finanziati dalla miliardaria Maria Furtwängler, moglie di Hubert Burda proprietario di un gruppo editoriale che vanta un fatturato di 2 miliardi di euro all’anno. Come Peng Berlin ha chiesto aiuto nel momento del bisogno al “mostro emblema del capitalismo”, i responsabili di Jugend Rettet si sono fatti sovvenzionare dalla salottiera Furtwängler, in barba alla coerenza.
Curioso, paradossale e profondamente sconnesso dall’ideologia propagandata, il modo di agire delle organizzazioni tedesche accomunate dalla volontà di portare in Europa migliaia di migranti irregolari: si fanno grandi contestando e combattendo il capitalismo e le multinazionali, per poi andarci a braccetto quando necessitano di appoggio. Il povero Karl Marx che ne penserà dei suoi nipotini tedeschi che, strumentalizzando il suo pensiero, stanno creando “l’esercito industriale di riserva” di immigrati a basso costo che farà arricchire ancora di più i capitalisti mondiali?
Francesca Totolo
NOTE
[1] Fluchthelfer: http://www.fluchthelfer.in/?lang=en
[2] Durchsage von der Kommunikationsguerilla:“Google muss zerschlagen werden”: https://motherboard.vice.com/de/article/4xaedw/durchsage-von-der-kommunikationsguerilla–google-muss-zerschlagen-werden-5886b768b70b0245b123aff0
 
 

9 Commenti

  1. […] Lo scorso 26 gennaio, Peng Berlin pubblica sul suo account Twitter un post che recita: “Se il tuo video, che è stato celebrato a livello nazionale da tutti i media nel 2015, è stato censurato da YouTube nello stesso Paese nel 2018, ti rendi conto che la politica sta diminuendo la libertà”; il video a cui l’organizzazione si riferisce è quello pubblicato sulla homepage del sito di Fluchthelfer, chiaro esempio di propaganda e di arruolamento degli “escape agent” in Europa[1]. […]

  2. Le mafie hanno un affare enorme da gestire.
    I nuovi schiavi provenienti dall’Africa non sanno neppure dov’è l’Italia e non hanno mai visto il mare.

  3. Dovremmo sigillare le froniete e sbattere fuori tuttta la feccia extracomunitaria entrata clandestinamente. Avanti di questo passo finiremo per auspicre il ritorno di baffino e dei suoi metodi per aòrrestare la distruzione della noatra società-
    Purtroppo la feccia la abbiamo al governo, rossa e cattocomunista.

  4. L’approvazione di chi? Fella censura? E chi sarebbero i prodi censori? Pubblicate nomi e cognomi.

  5. Dopo la folle dichirazione della boldrina per una questione di principio dovrò votre casa ?ound anche se non é il mio èrtito. Quella brutta femmina comunista é proprio odiosa.

  6. Dopo la folle dichirazione della boldrina per una questione di principio dovrò votre casa ?ound anche se non é il mio èrtito. Quella brutta femmina comunista é proprio odiosa.
    Che storia è quella dei presunti commenti duplicati?

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