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Roma, 4 feb – “La nostra volontà non è avviare un percorso che metta fine all’accordo sul nucleare iraniano, ma che lo mantenga in vita. Nelle prossime settimane noi ci aspettiamo passi avanti positivi sul nucleare, e gli iraniani si aspettano aspetti positivi sul fronte economico”. E’ quanto dichiarato dall’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, durante una conferenza stampa a Teheran. “Parlo di settimane o anche di più – ha specificato Borrell – perché siamo tutti d’accordo nel non darci tempi stretti, che ci obbligherebbero” a presentarci al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per cancellare l’accordo.



L’Ue punta al dialogo con l’Iran

Si tratta di affermazioni piuttosto significative, al di là della consueta cautela diplomatica e degli imprevedibili sviluppi che potrebbero comunque verificarsi nelle prossime settimane. Di fatto l’Alto rappresentante Ue ha detto implicitamente che Bruxelles non seguirà la linea dura sulle sanzioni annunciata dal presidente americano Donald Trump (parziali dietrofront a parte) nei confronti dell’Iran e non intende stracciare un accordo che evidentemente conviene anche ai Paesi europei. Di per sé questa è già una novità, perché come noto non capita spesso che l’Ue non si allinei ai diktat di Washington. Le parole di Borrell sono comunque state anticipate ieri da Abbas Mousavi, portavoce del ministero degli Esteri iraniano. Secondo Mousavi l’Iran ha infatti convinto i partner europei, Francia, Germania e Gran Bretagna, a non avviare “per il momento” il meccanismo interno all’Ue volto a stracciare l’accordo sul nucleare.

Passi avanti e assenza italiana 

“I ragionamenti e gli argomenti dell’Iran e la lettera di 14 pagine sulla questione inviata dal ministro degli Esteri, Mohammad Javad Zarif”, all’Alto rappresentante Ue “li hanno convinti a bloccare per il momento il meccanismo”, ha infatti dichiarato ieri Mousavi. “I colloqui con Zarif saranno franchi e a questo punto speriamo in una cooperazione”, ha poi specificato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano. Nelle trattative in corso spicca però l’assenza dell’Italia, sulla carta ancora il primo partner Ue dell’Iran, ma il lassismo del governo giallofucsia è purtroppo sotto gli occhi di tutti. In ogni caso quanto annunciato oggi da Borrell pone le basi per una distensione dei rapporti con Teheran, visto che se Bruxelles avesse avviato le procedure per porre fine all’accordo, automaticamente sarebbero state ripristinate le sanzioni Onu all’Iran.

Eugenio Palazzini

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