Roma, 4 lug – In un incontro al Cremlino con il ministro della Difesa, Sergei Shoigu, il presidente della Federazione russa, Vladimir Putin, ha confermato la volontà di continuare l’offensiva russa dopo la conquista della regione di Lugansk.

La caduta di Lysyschansk e l’avanzato russa nel Lugansk

Nella giornata di ieri i russi hanno preso il controllo della città di Lysychansk. Dopo qualche ora di incertezza, nella serata è arrivato l’annuncio del ritiro delle truppe ucraine: “Siamo stati costretti a ritirarci dalla città di Lysychansk, ultima grande città nelle nostre mani nell’oblast di Lugansk”. La città era stata duramente bombardata e le forze ucraine stavano subendo l’avanzata dei russi su più lati, rischiando di finire in trappola.

Con Lysychansk i russi hanno annunciato l’occupazione dell’intera regione di Lugansk. Infatti, Lysychansk era l’ultimo grande centro abitato rimasto in mano ucraina in quella zona. Un risultato sicuramente importante agli occhi dei russi. Insieme a quella di Donetsk, la Repubblica Popolare di Lugansk formava una delle due repubbliche separatiste nel Donbass che si erano staccate da Kiev nel 2014.

Putin: “Avanti con offensiva”. Zelensky risponde: “Torneremo a Lysychansk”

Dopo Lysychansk e il Lugansk, i russi avrebbero messo nel mirino l’oblast di Donetsk ed in particolare la città di Siversk. Lo stesso Putin ha annunciato il proseguire delle operazioni: “Avanti con offensiva dopo conquista Lugansk”. Putin si è detto fiducioso sull’andamento della guerra, prendendo come esempio proprio i recenti successi russi: “Spero che tutto vada secondo i piani, così come è successo finora a Lugansk”.

In una sorta di botta e risposta a distanza, il presidente ucraino, Zelensky, ha promesso: “Torneremo a Lysychansk”. Kiev ha assicurato che la battaglia per il Donbass non è ancora finita, contando sul fatto – come riportato dal portavoce del ministero della Difesa ucraino, Yuriy Sak – che in mano ucraina si sono ancora “altre grandi città, in particolare nella regione di Donetsk” nonostante queste abbiano subito “negli ultimi due giorni pesanti attacchi missilistici e bombardamenti di artiglieria”.

Michele Iozzino

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