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Roma, 2 mar  – Erdogan può contare su un fedele alleato in Occidente. No, non parliamo dell’ambasciata italiana in Turchia, che si è prostrata ai piedi del sultano mandando un ossequioso tweet di condoglianze “all’alleato turco” per la “perdita dei suoi soldati a Idlib“. Ci riferiamo a Roberto Saviano, vero e proprio “agit-prop” anti Assad della prima ora. E così dopo aver alimentato le fake news diffuse dai gruppi jihadisti con la campagna social “tappiamoci la bocca”, il bardo cosmopolita negli ultimi giorni è tornato a parlare di Siria e lo ha fatto condannando fermamente “i bombardamenti a tappeto di Assad e dei russi a Idlib”. Ovviamente per Saviano il criminale è Assad, che in Italia viene difeso da chi lo definisce “un bastione laico contro l’islamismo” (perché, non è vero?). Insomma nella semplificazione savianesca le truppe del legittimo governo di Damasco starebbero compiendo “un massacro”.

Il vergognoso tweet dell’ambasciata italiana in Turchia

Saviano, perché fai il gioco dei terroristi islamici?

Eppure la realtà sembra un po’ diversa da quella narrata da Saviano. Idlib è a tutti gli effetti, sul piano legale e non solo, una città della Siria. E il governo di Damasco sta riconquistando un pezzo di territorio nazionale. Dall’altra parte ad opporsi all’esercito governativo di Assad ci sono gli eredi di Al Qaida, ovvero diverse milizie jihadiste tra cui la principale è Tahrir al-Sham (ex Fronte al Nusra più altre milizie minori che si sono unite). A sostenere i terroristi islamici c’è l’esercito turco, che ha messo in piedi una vera e propria invasione della Siria. Nell’attacco di qualche giorni fa sono stati uccisi oltre trenta soldati turchi che si trovavano pienamente in territorio siriano. Perché se Erdogan oltrepassa il confine turco siriano nel nord est, entrando così nel “Rojava” fino a quel momento sotto il controllo dei curdi, è una invasione da stigmatizzare, mentre se invade il nord ovest della Siria e si allea con le milizie jihadiste invece fa bene?

E’ sempre così: si piange solo per i curdi

Ovviamente Saviano non dice apertamente “bravo Erdogan”, ma condannando la risposta dell’esercito siriano all’invasione militare turca di fatto sta sostenendo mediaticamente Ankara. Solo nell’ultimo rigo del post di Saviano c’è un timidissimo attacco ad Erdogan, accusato di fare una “estorsione” all’Europa sfruttando il discorso dei flussi migratori. Davvero pochino, per uno che sposta i “poveri migranti” a piacimento come fossero carne da macello. La verità è che stiamo sempre lì: quando ci sono di mezzo i curdi ci dobbiamo sorbirci le lacrime della Annunziata e l’indignazione a comando di tutti, Saviano in primis. Quando lo stesso trattamento viene riservato ai siriani si ribalta costantemente il racconto e il nemico diventa Assad. Come detto a Idlib non ci sono curdi e stavolta i “buoni” tifano tutti per Erdogan.

Davide Di Stefano

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