Roma, 3 mar – Mentre la Grecia moltiplica gli sforzi per contenere decine di migliaia di immigrati – sguinzagliati da Erdogan – che premono alle porte dell’Europa per entrare dalla Turchia, taluni elementi dell'”avanguardia umana della globalizzazione” si industriano a calcare un po’ la mano sulla narrazione del “rifiugiato disperato”. 



E questo significa anche utilizzare dei bimbi di pochi anni strattonandoli, percuotendoli e (sic) tenendo loro la faccia sopra il fumo, come si vede chiaramente nel video girato presso la frontiera greca che vi proponiamo qui. I media occidentali filmano avidamente, documentano e poi riportano la “realtà” che  andrà ad alimentare la narrazione immigrazionista che strumentalizza i più piccoli e più deboli: ubi maior (in questo caso un bambino sofferente) minor cessat e tutti si vedono costretti ad alzare le mani di fronte all’emergenza.

Nel frattempo continua il braccio di ferro tra Grecia e Turchia dopo il “liberi tutti” delle autorità di Ankara per decine di migliaia di immigrati che stanno letteralmente prendendo d’assalto le frontiere greche nel tentativo di oltrepassare il confine terrestre tra la Turchia e la Grecia e riversarsi in Europa. Un’emergenza migratoria dalle proporzioni catastrofiche se si pensa che Erdoğan sta per aprire la strada ai quasi 4 milioni di rifugiati ospitati da Ankara nel caso l’Europa non voglia appoggiare le politiche di espansione turche in Siria.

Cristina Gauri

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